Gli agenti della Polizia penitenziaria hanno fatto una scoperta significativa all’interno del carcere di Avellino, sequestrando diverse spranghe di ferro e telefoni cellulari durante una perquisizione straordinaria nella cella di un detenuto italiano. Questa operazione è condotta in seguito all’episodio avvenuto alcuni giorni fa, in cui il detenuto aveva preso in ostaggio alcuni agenti del Nucleo traduzioni che stavano per trasferirlo presso un’altra Casa circondariale. All’interno della cella del detenuto sono rinvenuti uno smartphone, un microtelefono e diverse spranghe di ferro, tutte fabbricate artigianalmente. Questa scoperta solleva preoccupazioni riguardo alla sicurezza all’interno del carcere e alla capacità dei detenuti di procurarsi e utilizzare oggetti non consentiti, come le spranghe di ferro, che potrebbero essere utilizzate per fini violenti o per tentativi di evasione.

Le autorità penitenziarie hanno il compito di garantire la sicurezza sia degli agenti che dei detenuti all’interno delle strutture carcerarie, e scoperte come questa evidenziano la necessità di intensificare i controlli e le misure di sicurezza per prevenire situazioni simili in futuro. La presenza di telefoni cellulari all’interno del carcere solleva anche preoccupazioni riguardo alla possibilità di comunicazioni non autorizzate tra detenuti e individui esterni, inclusi membri di organizzazioni criminali.