Circumvesuviana, l’urlo di dolore dei dipendenti: «Nuovi treni, va sempre peggio»

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«La situazione del “parco rotabile” dell’Eav va sempre peggio, la ristrutturazione dei treni, il famoso “revamping” è al palo, un solo mezzo è stato consegnato, ma per ciò che concerne gli elettrotreni della Circumvesuviana addirittura non si conoscono i tempi di riconsegna e, in questo momento così difficile, si sarebbe potuto sopperire con i Metrostar, i 26 nuovi treni che dal 2008 sono entrati in esercizio, gli ultimi due hanno addirittura meno di un anno di età». È il duro sfoga del sindacato Orsa a riguardo della situazione dei treni della Circumvesuviana.

«Questi treni, presentati come la panacea di tutti i mali del trasporto – continua la sigla – hanno deluso praticamente su tutti i fronti, a cominciare dall’affidabilità, per non parlare della facilità con cui si guastano, delle difficoltà tecniche e strutturali che ci sono sempre state per effettuare delle riparazioni, come ad esempio la sostituzione delle ruote, che sono poi la riprova del fatto che questo treno non risponde agli standard richiesti, nonostante che qualche dirigente aziendale si affanni a negare l’evidenza. Dei 26 treni Metrostar in dotazione, non si riesce ad averne in circolazione più di 10-12, che però rientrano dopo qualche giorno in officina, per essere monitorati sul consumo delle ruote, quest’ultimo problema, potrebbe però essere stato risolto perché finalmente, dopo oltre 7 anni, i tecnici potrebbero aver trovato una procedura per sostituirle “non invasiva” come la precedente, che in molti casi, addirittura, ne danneggiava i freni».

E ancora: «Il problema delle ruote non è però l’unico, infatti abbiamo almeno 5 o 6 di questi treni fermi perché incidentati o con gravi guasti, che però sono stati utilizzati come “magazzino ricambi”, nel senso che sono stati cannibalizzati prelevando da essi i pezzi di ricambio per ripararne gli altri. Assistiamo quindi ad altro paradosso, ovviamente sempre avallato da certi dirigenti dell’Eav: abbiamo treni nuovissimi, già praticamente rottamati. Ci sono però altre situazioni tecniche su questi treni che sono ancora scandalosamente irrisolte e che dovrebbero far riflettere molto quei dirigenti e funzionari, che all’epoca dell’acquisto, furono miopi o distratti e ne avallarono la messa in esercizio, essi sono gli stessi che oggi neanche s’industriano per risolverle».

«Le porte non hanno un adeguato fissaggio nella parte bassa, per cui, se sono sottoposte ad una pressione verso l’esterno mentre si chiudono, si bloccano ed è praticamente impossibile proseguire la marcia in sicurezza per i viaggiatori – continua l’Orsa – Le maniglie interne al treno per segnalare un allarme sono fatte con materiale scadente e succede, talvolta, che non è possibile ripristinarle, con l’allarme che continua a suonare, bloccando di fatto il treno, sempre perché vengono meno le condizioni di sicurezza per i trasportati».

«Con queste premesse, ci auguriamo che il consiglio di amministrazione ponga rimedio, imponendo all’Ansaldo-Breda un contratto che tenda a fornirci finalmente un treno affidabile, con una reale assistenza tecnica e quel supporto necessario logistico per rimettere in circolazione quanti più Metrostar possibile sempre e non soltanto quando siamo sotto pressione mediatica o pre-elettorale», conclude il sindacato.

metrostar circumvesuviana

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