Truffa con il Trojan sui cellulari, 21 indagati nei Paesi Vesuviani ed a Pompei

La Procura di Napoli, sezione reati informatici, coordinata da Vincenzo Piscitelli, ha portato alla luce un sofisticato giro di truffe digitali orchestrato da una banda di 21 indagati con base a Torre...

02 ottobre 2025 15:00
Truffa con il Trojan sui cellulari, 21 indagati nei Paesi Vesuviani ed a Pompei -
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La Procura di Napoli, sezione reati informatici, coordinata da Vincenzo Piscitelli, ha portato alla luce un sofisticato giro di truffe digitali orchestrato da una banda di 21 indagati con base a Torre del Greco. I criminali utilizzavano il trojan SpyNote, uno spyware per Android, per assumere il controllo completo dei telefoni delle vittime. Il malware veniva inviato via WhatsApp, camuffato da aggiornamento o nuova applicazione.

Il modus operandi

Le vittime ricevevano telefonate o SMS che simulavano numeri reali di banche, poste o carabinieri, con richieste urgenti di contatto. Una volta installato lo spyware, i pirati potevano leggere messaggi, visualizzare dati bancari e rubare denaro. Tra i casi più gravi, c’è chi ha perso oltre 113mila euro.

I sequestri

Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare:

960mila euro in contanti;

un locale a Pompei utilizzato per la custodia e vendita di anabolizzanti;

tre wallet di criptovalute (Bitcoin, USDT, Ethereum) per circa 31mila euro;

numerose carte di credito intestate a prestanome;

50 telefoni cellulari con altrettante SIM;

oggetti in oro per 25mila euro;

un jammer e rilevatori di frequenza per intercettazioni ambientali.

L’operazione conferma la crescente pericolosità delle truffe digitali e la necessità di maggiore attenzione nell’uso di app e messaggi sospetti.

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