West Nile, le vittime in Campania salgono a quattro
L’andamento temporale dei contagi mostra una concentrazione maggiore delle segnalazioni tra la seconda metà di luglio e la prima metà di agosto
Sono 54 i casi di infezione da West Nile virus registrati in Campania nel 2026, mentre sono quattro le persone decedute dopo aver contratto la cosiddetta febbre del Nilo occidentale. Il dato emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Epidemiologico del Servizio di Prevenzione Sanitaria e Tutela della Salute della Regione Campania, aggiornato al 31 agosto.La situazione continua a essere monitorata dalle autorità sanitarie, soprattutto nelle aree in cui si concentra il maggior numero di positività. Il virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette e, nella maggior parte dei casi, provoca un’infezione senza sintomi o con manifestazioni lievi. In una percentuale più ridotta di pazienti, tuttavia, può provocare forme neurologiche severe, tra cui encefalite e meningite, che possono avere conseguenze anche fatali.I quattro decessi registrati quest’anno risultano distribuiti tra diverse aziende sanitarie: uno riguarda l’Asl Napoli 1 Centro, uno il territorio di Caserta, mentre altri due sono stati registrati nell’Asl Napoli 2 Nord.Il primo caso del 2026 in Campania era stato individuato nel mese di giugno a Grazzanise, nel Casertano. Da allora il numero delle segnalazioni è progressivamente aumentato, raggiungendo il livello attuale.Il Casertano è l’area con più casiLa distribuzione territoriale conferma una maggiore concentrazione delle infezioni nella provincia di Caserta. Dei 54 casi complessivi rilevati in Campania, infatti, 31 sono stati registrati nell’Asl di Caserta.Seguono l’Asl Napoli 2 Nord, con 12 casi, e l’Asl Napoli 1 Centro, con 9. Completano il quadro un caso registrato nell’area di Salerno e un ulteriore caso relativo a una persona proveniente da fuori regione.I dati fotografano quindi una circolazione del virus particolarmente significativa nell’area casertana, dove nel corso delle ultime settimane sono state intensificate le attività di prevenzione e monitoraggio.L’età mediana delle persone risultate positive è di 64,2 anni. Si tratta di un valore inferiore rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2025, quando l’età mediana dei contagiati era pari a 70 anni.Per quanto riguarda la distribuzione per sesso, il 66,7% dei casi riguarda uomini, mentre il 33,3% interessa donne.La fase più intensa tra luglio e agostoL’andamento temporale dei contagi mostra una concentrazione maggiore delle segnalazioni tra la seconda metà di luglio e la prima metà di agosto. È stato questo il periodo nel quale si è registrato il picco dei casi.La diffusione del virus è strettamente legata alla presenza delle zanzare che possono trasmetterlo dopo aver punto un animale infetto. Per questo motivo le attività di prevenzione assumono un ruolo centrale soprattutto durante i mesi più caldi, quando la presenza degli insetti aumenta.Nei diversi territori interessati sono state quindi avviate attività di sorveglianza, disinfestazione e monitoraggio della popolazione di zanzare, insieme alle indagini epidemiologiche necessarie per individuare eventuali focolai di circolazione virale.Numeri in calo rispetto al 2025Nonostante la presenza di quattro decessi e di oltre cinquanta casi, il quadro epidemiologico del 2026 risulta significativamente meno pesante rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.Alla fine di agosto 2025, infatti, in Campania erano stati rilevati 151 casi di West Nile e 13 decessi. Anche allora il territorio maggiormente interessato era stato quello casertano.Nel dettaglio, nel 2025 erano stati registrati 60 casi nell’Asl di Caserta, 42 nell’Asl Napoli 3 Sud, 33 nell’Asl Napoli 2 Nord, 10 nell’Asl Napoli 1 Centro, 5 nell’area di Salerno e un caso nell’Asl di Avellino.I decessi erano invece stati nove nel territorio casertano, tre nell’Asl Napoli 2 Nord e uno nell’Asl Napoli 3 Sud.Il confronto tra le due stagioni evidenzia quindi una riduzione significativa dei casi registrati. Il dato viene collegato alle attività di prevenzione e controllo messe in campo sul territorio, che comprendono interventi di disinfestazione, campionamenti, sorveglianza entomologica, analisi dei gruppi di zanzare e indagini epidemiologiche.Cos’è il virus West NileIl West Nile virus appartiene alla famiglia dei flavivirus e viene mantenuto in natura soprattutto attraverso un ciclo che coinvolge gli uccelli selvatici e le zanzare. Gli insetti possono infettarsi pungendo un animale portatore del virus e successivamente trasmetterlo ad altri ospiti attraverso una nuova puntura.L’infezione non si trasmette normalmente attraverso il semplice contatto tra persone. La principale modalità di contagio è infatti rappresentata dalla puntura di una zanzara infetta. Esistono inoltre situazioni particolari, come le trasfusioni di sangue o i trapianti, nelle quali possono verificarsi forme di trasmissione e per le quali sono previsti specifici controlli sanitari.Nella maggior parte delle persone infette il virus non provoca sintomi oppure determina disturbi lievi. Quando presenti, le manifestazioni possono comprendere febbre, mal di testa, nausea, vomito e malessere generale, con sintomi che possono ricordare quelli di una comune sindrome influenzale.Una parte molto più limitata dei contagi può invece evolvere verso forme neurologiche più gravi. Il rischio di complicazioni aumenta soprattutto tra le persone più fragili, come gli anziani, gli immunodepressi e i pazienti affetti da patologie croniche.Comuni in prima linea contro le zanzareLa prevenzione non riguarda soltanto le strutture sanitarie. Anche le amministrazioni comunali stanno adottando provvedimenti per limitare le condizioni favorevoli alla proliferazione delle zanzare.Tra i Comuni intervenuti figurano Capua e Aversa, entrambi nel territorio casertano.A Capua il sindaco Adolfo Villani ha firmato il 6 agosto un’ordinanza rivolta ai cittadini, ai proprietari e agli affittuari di immobili, agli amministratori di condominio e ai responsabili di cantieri e aree private.Il provvedimento prevede una serie di comportamenti finalizzati soprattutto a impedire la formazione di ristagni d’acqua. L’obiettivo è eliminare quei piccoli accumuli che possono trasformarsi in luoghi favorevoli alla deposizione delle uova e alla proliferazione delle zanzare.Particolare attenzione viene quindi richiesta nei giardini, cortili, terrazzi, orti, terreni e altre aree private, dove anche quantità relativamente ridotte di acqua stagnante possono diventare un potenziale habitat per gli insetti.Ordinanza anche ad AversaUn provvedimento analogo è stato adottato anche dal Comune di Aversa. Il sindaco Francesco Matacena ha firmato il 29 agosto un’ordinanza finalizzata a contrastare la proliferazione delle zanzare e a ridurre i possibili fattori di rischio legati alla presenza degli insetti.Anche in questo caso uno degli aspetti centrali è rappresentato dall’eliminazione dei ristagni d’acqua.Le disposizioni riguardano inoltre interventi di pulizia e bonifica di elementi presenti nelle aree urbane, tra cui tombini, caditoie e giardini, che possono rappresentare ambienti favorevoli alla riproduzione delle zanzare se non adeguatamente mantenuti.La prevenzione resta fondamentaleIl confronto con i numeri dello scorso anno mostra dunque una situazione complessivamente migliore, ma non consente di abbassare la guardia. La presenza di 54 casi e quattro decessi dimostra infatti che il virus continua a circolare sul territorio regionale.La strategia di contrasto si basa soprattutto sulla sorveglianza epidemiologica e sulla riduzione delle condizioni che favoriscono la proliferazione delle zanzare. Per questo vengono effettuati controlli sugli insetti presenti nelle diverse aree, campionamenti e interventi di disinfestazione, insieme al monitoraggio dei casi umani.Con la fine dell’estate e l’avvicinarsi dell’autunno, l’andamento della circolazione virale sarà seguito con particolare attenzione dalle autorità sanitarie. Il bilancio attuale evidenzia un miglioramento rispetto al 2025, ma il West Nile rimane un fenomeno da monitorare, soprattutto nelle zone dove nel corso della stagione sono stati individuati più casi.