Virus Shamonda in Campania: attacca gli animali

Sul fronte della sicurezza alimentare, l'IZSM e il Ministero della Salute hanno chiarito che non risultano rischi per l'uomo

A cura di Redazione
30 settembre 2026 09:00
Virus Shamonda in Campania: attacca gli animali -
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È stato rilevato un aumento dei casi di virus Shamonda negli allevamenti bovini e bufalini della provincia di Salerno. La situazione è sotto monitoraggio da parte dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), che sta seguendo l'evoluzione dei contagi e predisponendo le attività di controllo e diagnosi.Secondo quanto comunicato dall'IZSM, il virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare del genere Culicoides, lo stesso vettore coinvolto nella trasmissione del virus della febbre catarrale degli ovini (BTV) e del virus della malattia emorragica epizootica (EHDV). Il virus non si trasmetterebbe direttamente da animale ad animale, fatta eccezione per la possibile trasmissione dalla madre al feto durante la gravidanza.Sul fronte della sicurezza alimentare, l'IZSM e il Ministero della Salute hanno chiarito che non risultano rischi per l'uomo. Il virus, infatti, non sarebbe trasmissibile alle persone né attraverso le punture degli insetti vettori né tramite il consumo di carne o latte provenienti dagli animali infetti.Per fare il punto sulla situazione è stata convocata una conferenza stampa nella sede dell'IZSM di Portici, alla presenza del direttore generale Giuseppe Iovane e dell'assessora all'Agricoltura Maria Carmela Serluca. Nel corso dell'incontro saranno illustrati gli aggiornamenti sui recenti rilevamenti del virus nella popolazione bovina e bufalina della provincia di Salerno, insieme alle attività di profilassi e alle procedure adottate per garantire una diagnosi tempestiva e tutelare il patrimonio zootecnico.Saranno inoltre presentati i dati relativi ai campioni analizzati e saranno approfonditi gli aspetti legati alla sicurezza alimentare, con l'obiettivo di fornire informazioni scientificamente fondate e rassicurare i consumatori.Il virus Shamonda è stato identificato per la prima volta in Nigeria nella metà degli anni Sessanta ed era stato successivamente segnalato in maniera sporadica in diverse aree dell'Africa, in Australia e in Giappone. Nell'estate del 2026 è stato rilevato per la prima volta anche nell'Europa occidentale. In Italia i primi casi erano stati individuati in allevamenti di bovini da latte nelle province di Trento e Bolzano, oltre che in alcuni animali introdotti nel Paese dalla Francia.Ora il virus è stato individuato anche in Campania, con particolare riferimento ad allevamenti della provincia di Salerno. L'attività di sorveglianza proseguirà per monitorare la diffusione del virus e adottare, se necessario, ulteriori misure di prevenzione e controllo.L'attenzione degli esperti resta quindi concentrata soprattutto sulla tutela degli allevamenti e sulla tempestività della diagnosi, mentre, sulla base delle informazioni diffuse dalle autorità sanitarie, non emergerebbero elementi che facciano ipotizzare un rischio per la salute dei consumatori.

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