Nuovi prezzi per i ticket sanitari, aumento tutto

Il nuovo sistema comporterà un maggiore impegno finanziario per lo Stato

A cura di Redazione
16 settembre 2026 21:00
Nuovi prezzi per i ticket sanitari, aumento tutto -
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Dal 21 settembre 2026 entrerà in vigore il nuovo sistema nazionale delle tariffe per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e per l’assistenza protesica erogate nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Il nuovo decreto, approvato in Conferenza Stato-Regioni, interviene sul sistema di remunerazione delle prestazioni e sostituisce il precedente provvedimento del 2024, finito al centro di un contenzioso davanti alla giustizia amministrativa.La nuova decorrenza è stata individuata su proposta della Conferenza delle Regioni con l’obiettivo di rendere più ordinato il passaggio dal vecchio al nuovo regime. La revisione riguarda complessivamente 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica, compresi gli ausili destinati alle persone con disabilità.L’impatto sui conti pubbliciIl nuovo sistema comporterà un maggiore impegno finanziario per lo Stato. Secondo i dati diffusi dalla Conferenza delle Regioni, l’impatto complessivo è stimato in 210,7 milioni di euro all’anno: 183,1 milioni riguarderanno la specialistica ambulatoriale, mentre altri 27,6 milioni saranno destinati all’assistenza protesica. Per il solo 2026, considerata la decorrenza a settembre, l’onere stimato è di circa 70 milioni di euro.L’aggiornamento delle tariffe arriva dopo un lungo percorso caratterizzato anche dal confronto giudiziario sul precedente tariffario. Il nuovo provvedimento è infatti destinato a sostituire quello del 2024, dopo le pronunce della giustizia amministrativa che avevano imposto una revisione del sistema.Quanto cambiano i rimborsiGli aumenti non saranno uguali per tutte le prestazioni. Le variazioni previste sono differenziate a seconda delle singole branche e delle tipologie di esame o intervento. Tra gli esempi riportati nel nuovo quadro tariffario figurano incrementi per ecocolordoppler, medicina nucleare, diagnostica vascolare, elettromiografia, biopsie, prelievi, riabilitazione e dialisi, oltre alle prime visite specialistiche.Per la prima visita viene indicato un incremento medio nell’ordine di alcune decine di euro, mentre in altre aree le variazioni percentuali risultano più consistenti. Particolarmente significativo, secondo i dati riportati nelle tabelle di confronto, sarebbe l'aumento previsto per alcune prestazioni di diagnostica vascolare e per determinate procedure diagnostiche.Il dato complessivo, tuttavia, non significa che tutte le prestazioni saranno interessate da un aumento. La revisione riguarda infatti un numero circoscritto di codici, mentre per una parte delle prestazioni le tariffe rimarranno invariate.La protesta della sanità privata accreditataProprio questo aspetto è al centro delle critiche delle organizzazioni che rappresentano le strutture private accreditate con il Servizio sanitario nazionale. L’Uap – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata sostiene che il nuovo provvedimento non avrebbe risolto tutte le criticità già contestate al precedente sistema tariffario.Secondo l’associazione, l’aumento medio delle tariffe non sarebbe sufficiente, da solo, a dimostrare che ogni singola prestazione venga remunerata in maniera adeguata rispetto ai costi sostenuti dalle strutture. Nel calcolo, viene sottolineato, incidono infatti numerose voci: dal personale ai reagenti, dai dispositivi medici alla manutenzione delle apparecchiature, fino ai costi energetici e agli obblighi organizzativi.L’Uap contesta inoltre quello che definisce un confronto non sufficientemente approfondito con le organizzazioni rappresentative delle strutture che operano per conto del Servizio sanitario nazionale.Il nodo dei costiUno degli esempi citati dall’associazione riguarda il settore dei laboratori. Un rapporto medio tra costi e ricavi vicino alla copertura complessiva, secondo la posizione espressa dall’Uap, non garantirebbe necessariamente l’equilibrio economico di ogni singola prestazione. Alcuni esami potrebbero infatti continuare a essere remunerati al di sotto dei costi effettivamente sostenuti, mentre altri avrebbero una valorizzazione maggiore.La questione riguarda quindi non soltanto l’entità degli aumenti, ma anche il metodo utilizzato per stabilire le singole tariffe. È questo uno dei punti sui quali il confronto tra istituzioni e strutture accreditate potrebbe proseguire anche dopo l’entrata in vigore del nuovo sistema.Dal 21 settembre, dunque, il nuovo tariffario diventerà il riferimento nazionale per le prestazioni interessate dalla revisione. La modifica coinvolgerà direttamente il sistema di remunerazione delle prestazioni erogate per conto del Ssn e avrà effetti differenti a seconda della tipologia di visita, esame, prestazione specialistica o ausilio protesico.

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