Non si fa truffare, anziana con sei costole e la testa rotte
L’uomo, secondo la ricostruzione fornita dal fratello della vittima, avrebbe chiesto alla 93enne di consegnargli tutti gli oggetti preziosi presenti in casa
Aveva 93 anni quando è stata raggirata, derubata e poi brutalmente aggredita nella propria abitazione. Una truffa studiata nei dettagli e culminata in una violenza inaudita ai danni di un’anziana che vive nella zona dell’Arenella, a Napoli. A colpire sarebbe stato un uomo che si è presentato alla sua porta fingendosi un carabiniere, dopo una telefonata con la quale era stato preparato il terreno per mettere in atto il raggiro.La donna ha consegnato 1.800 euro in contanti e diversi oggetti d’oro, ricordi accumulati nel corso di una vita. Tra questi anche una medaglia che aveva ricevuto anni fa come riconoscimento per la sua gentilezza, quando lavorava in un megastore.Poi, quando ha intuito che qualcosa non quadrava e si è voltata per prendere il telefono, è stata colpita con un pugno alla nuca. Dopo essere caduta a terra, ormai stordita, sarebbe stata presa a calci e colpita ripetutamente. Una violenza che le ha provocato sei costole rotte e un trauma cranico.Il messaggio alla nipoteAncora più inquietante è il modo in cui la nipote è stata avvertita di quanto era appena accaduto. Un messaggio WhatsApp, apparentemente quasi rassicurante, nel quale si leggeva: «Andate da vostra zia perché ha subito una piccola truffa».La ragazza si è quindi precipitata nell’abitazione insieme al padre. Quando sono arrivati, hanno trovato la 93enne ancora cosciente, seppure in condizioni molto gravi e fortemente sofferente. È stata proprio lei ad aprire la porta ai familiari.A quel punto è apparso immediatamente evidente che non si era trattato soltanto di una truffa. L’anziana era stata aggredita e lasciata ferita all’interno della propria casa.Il racconto del fratelloA denunciare pubblicamente l’accaduto è il fratello della vittima, Aldo Calabrese, 88 anni, che ha raccontato la vicenda mentre si trovava accanto alla sorella durante l’orario di visita al Cardarelli.«Il Signore mi deve fare solo una grazia: devono essere tutti arrestati e portati in carcere. Quanto accaduto è assurdo», ha detto l’uomo, pensionato dopo una vita da artigiano nel centro storico.Nel suo racconto emerge tutta la rabbia per quanto subito dalla sorella. Calabrese ha anche rivolto parole molto dure nei confronti dei responsabili, auspicando che vengano individuati e arrestati.La truffa della finta rapina in gioielleriaSecondo quanto riferito dall’88enne, il raggiro sarebbe cominciato con una telefonata. Dall’altra parte della linea ci sarebbe stata una persona che si è presentata come carabiniere.Alla 93enne sarebbe stato raccontato che la nipote aveva assistito a una rapina in una gioielleria e che, per questo motivo, era stata fermata perché sospettata di poter essere coinvolta nella vicenda. I presunti militari avrebbero quindi spiegato alla donna che era necessario controllare la sua abitazione, nel timore che la nipote avesse potuto portare lì parte della refurtiva.«Dobbiamo controllare, preparate tutto l’oro che avete», sarebbe stato detto all’anziana.Poco dopo la telefonata, qualcuno ha bussato alla porta. Era il presunto carabiniere.L’uomo, secondo la ricostruzione fornita dal fratello della vittima, avrebbe chiesto alla 93enne di consegnargli tutti gli oggetti preziosi presenti in casa. L’anziana, convinta di trovarsi davanti a un rappresentante delle forze dell’ordine, avrebbe raccolto ciò che aveva e glielo avrebbe consegnato.Ma il truffatore non si sarebbe fermato ai gioielli.«E i soldi dove stanno? Perché durante la rapina sono stati presi anche dei soldi, dobbiamo vedere», sarebbe stata la richiesta rivolta alla donna.A quel punto la 93enne avrebbe preso una cassetta contenente 1.800 euro in contanti e l’avrebbe appoggiata sul tavolo. L’uomo avrebbe quindi raccolto il denaro insieme agli oggetti preziosi e li avrebbe infilati nella propria borsa.L’aggressioneÈ proprio in quel momento che l’anziana avrebbe iniziato a rendersi conto che poteva esserci qualcosa di molto grave dietro quella visita.La donna si sarebbe girata per prendere il cellulare, probabilmente intenzionata a chiedere aiuto. Il presunto carabiniere, temendo una sua reazione, l’avrebbe colpita con un pugno dietro la nuca.La 93enne è caduta a terra. A quel punto, secondo il racconto del fratello, l’aggressione sarebbe proseguita con calci e altri colpi fino a lasciarla inerme.Un particolare rende ancora più inquietante la vicenda: poco prima l’uomo le avrebbe chiesto anche il numero di telefono della nipote. Secondo la ricostruzione, potrebbe essere stato proprio in previsione della successiva comunicazione alla ragazza.Mentre la donna si trovava a terra, il messaggio sarebbe infatti arrivato alla nipote, con l’invito ad andare dalla zia perché aveva subito una «piccola truffa».Le condizioni dell’anzianaLa 93enne è stata trasportata d’urgenza in ambulanza all’ospedale Cardarelli. Dopo i primi accertamenti, i sanitari hanno disposto il ricovero al Trauma Center.Le conseguenze dell’aggressione sono pesanti: la donna ha riportato un trauma cranico e sei costole rotte. Le sue condizioni le impediscono al momento persino di alzarsi autonomamente dal letto.«Ora è in un letto d’ospedale immobilizzata, con un trauma cranico, sei costole rotte», ha raccontato il fratello, sottolineando la gravità delle conseguenze riportate dalla sorella.La beffa: accanto a lei un'altra vittimaNel dramma c’è anche una coincidenza particolarmente amara. Nel letto accanto a quello della 93enne è ricoverata un’altra donna che avrebbe subito una vicenda praticamente analoga.Anche lei sarebbe stata vittima della stessa tipologia di truffa con violenza. L’episodio risale al 7 agosto scorso.Due anziane, quindi, ricoverate nella stessa struttura ospedaliera e accomunate da un copione criminale simile: la telefonata, il falso appartenente alle forze dell’ordine, la richiesta di denaro e preziosi e, in un caso, anche la brutale aggressione fisica.Le indaginiSulla vicenda sono ora in corso le indagini della polizia. Gli investigatori hanno raccolto la denuncia e acquisito le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza presenti nel parco dove vive la 93enne.Dai filmati sarebbero emersi alcuni fotogrammi ritenuti interessanti dagli investigatori e che potrebbero contribuire a ricostruire gli spostamenti dei responsabili.L’ipotesi è che dietro l’aggressione possa esserci un gruppo composto da più persone, con ruoli differenti nella preparazione e nell’esecuzione del raggiro. Saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire chi abbia materialmente raggiunto l’abitazione e chi abbia invece partecipato alla fase precedente della truffa.La caccia ai responsabili è dunque partita. Gli investigatori stanno lavorando per dare un volto e un nome agli autori di un’aggressione che ha colpito una donna di 93 anni nella sicurezza della propria abitazione, dopo averla prima ingannata con una storia costruita ad arte e poi derubata dei risparmi e dei ricordi più preziosi della sua vita.