Le scuole partiranno nonostante il caldo, ma ci saranno interventi

Il calendario scolastico deve garantire 200 giorni di lezione e un eventuale rinvio avrebbe conseguenze sulla data di chiusura

A cura di Redazione
03 settembre 2026 10:00
Le scuole partiranno nonostante il caldo, ma ci saranno interventi -
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Per migliaia di studenti campani il conto alla rovescia è già cominciato. Martedì 15 settembre 2026 suonerà la prima campanella dell’anno scolastico e, almeno secondo le attuali indicazioni delle previsioni a medio termine, il ritorno tra i banchi potrebbe avvenire ancora in condizioni meteorologiche tutt’altro che autunnali.Il caldo che accompagna l’Italia ormai da settimane potrebbe infatti continuare a farsi sentire anche nei giorni della ripresa delle lezioni. Non è ancora possibile stabilire con precisione quali saranno le temperature nelle singole città, ma lo scenario delineato dalle proiezioni non lascia immaginare un’improvvisa svolta verso il fresco.Da qui sono partite le prime richieste, soprattutto sui social e attraverso iniziative online, per posticipare l’apertura delle scuole campane. Un'ipotesi che, però, non è sul tavolo della Regione Campania.L'anno scolastico, infatti, deve rispettare un preciso numero di giorni di lezione. Spostare in avanti l'inizio significherebbe inevitabilmente intervenire anche sulla conclusione delle attività didattiche, con il rischio di arrivare a fine giugno 2027.«Non ci sarà alcuno slittamento»A fare chiarezza sulla questione è Andrea Morniroli, assessore all'Istruzione della giunta guidata da Roberto Fico. Il quadro, al momento, è considerato piuttosto netto: non risultano regioni intenzionate a modificare il calendario per fronteggiare le alte temperature.«Al momento quest'ipotesi, semplicemente, non c'è», ha spiegato Morniroli a Fanpage, riferendo anche di interlocuzioni con il Capo di Gabinetto del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. «So che nessuna regione cambierà le date di apertura».Il nodo non è soltanto organizzativo. Il calendario scolastico deve garantire 200 giorni di lezione e un eventuale rinvio avrebbe conseguenze sulla data di chiusura. Considerando domeniche, festività e gli altri giorni non utilizzabili per l'attività didattica, uno slittamento significativo potrebbe portare la conclusione delle lezioni verso la fine di giugno.Una soluzione che, oltre a creare problemi sul piano organizzativo, rischierebbe semplicemente di spostare il disagio da settembre a giugno, quando le temperature tornano nuovamente a salire.Il problema vero è dentro le auleSe dunque la prima campanella resta fissata al 15 settembre, rimane aperta una questione molto più concreta: come affrontare il caldo all'interno degli edifici scolastici?In Campania non tutte le scuole dispongono di sistemi di climatizzazione. Il problema riguarda in particolare alcuni edifici più vecchi, costruiti in epoche nelle quali temperature così elevate e prolungate non erano considerate una criticità da affrontare attraverso impianti specifici.Le segnalazioni stanno arrivando anche agli uffici della Regione. Tra le più recenti viene citata quella relativa a una scuola di Mondragone, nel Casertano, dove la questione delle condizioni climatiche nelle aule è stata portata all'attenzione delle istituzioni.Il rischio è quello di avere ambienti nei quali, durante le ore di lezione, il caldo può diventare un ostacolo alla normale attività scolastica. A risentirne sarebbero tutti: ragazzi, docenti, dirigenti e personale Ata.Vecchi edifici e impianti mai installatiIl fenomeno, secondo la Regione, non può essere affrontato soltanto come un'emergenza legata alle prime settimane dell'anno scolastico.Morniroli parla apertamente di una questione destinata a diventare strutturale. «Il cambiamento climatico, nonostante quel che sostiene qualcuno nel centrodestra, esiste», ha dichiarato l'assessore. E proprio l'aumento delle temperature impone di ripensare anche il modo in cui vengono progettati e utilizzati gli edifici scolastici.La situazione più delicata riguarda soprattutto gli istituti ospitati in strutture datate, compresi alcuni edifici situati nei centri storici. In molte di queste realtà gli impianti di climatizzazione non sono mai stati previsti semplicemente perché, fino a pochi anni fa, non venivano considerati necessari.Oggi lo scenario è cambiato.E una scuola progettata per condizioni climatiche differenti può trovarsi impreparata davanti a periodi di caldo sempre più intensi e prolungati.La Regione pensa a una mappa delle emergenzePer questo motivo Palazzo Santa Lucia sta valutando un intervento che consenta innanzitutto di capire dove si trovano le situazioni più problematiche.L'idea è quella di individuare gli edifici nei quali il problema è più urgente e costruire una vera e propria mappa delle scuole che necessitano di interventi. «Stiamo anche pensando ad un avviso pubblico per una mappa di queste situazioni su cui intervenire», ha spiegato l'assessore.L'obiettivo sarebbe quindi passare dalla semplice raccolta delle segnalazioni a un quadro complessivo delle necessità del territorio.Una ricognizione che permetterebbe di stabilire quali istituti abbiano bisogno di interventi più urgenti e quali, invece, possano essere adeguati in una fase successiva.Servono risorse, la questione arriva al GovernoResta però il principale ostacolo: i costi.Installare sistemi di climatizzazione, adeguare gli impianti elettrici, intervenire sugli edifici più vecchi e rendere le aule più adatte alle nuove condizioni climatiche richiede investimenti importanti. Per la Regione, dunque, non si tratta di una questione che possa essere risolta soltanto a livello locale.L'intenzione è portare il tema anche in Conferenza Stato-Regioni, chiedendo al Governo di prevedere risorse specifiche.«Porteremo in Conferenza Stato-Regioni questo tema», ha annunciato Morniroli, sottolineando la necessità che l'esecutivo «pensi di mettere in campo stanziamenti ad hoc per garantire che le aule abbiano condizioni di vita sostenibili».Il 15 settembre si riparte, ma il problema rimaneLa prospettiva, dunque, è chiara: il calendario scolastico non verrà modificato a causa del caldo e la Campania tornerà regolarmente in classe il 15 settembre.La discussione, però, potrebbe essere soltanto all'inizio.Le temperature elevate non rappresentano più soltanto una difficoltà occasionale legata a qualche giornata particolarmente calda. Per gli edifici scolastici meno attrezzati, il cambiamento delle condizioni climatiche pone una questione destinata a ripresentarsi anche negli anni futuri.Il vero obiettivo, quindi, non sembra essere decidere se aprire o meno le scuole a settembre, ma fare in modo che, quando la campanella suonerà, studenti e personale possano trascorrere le ore di lezione in ambienti adeguati.E per farlo, oltre alle decisioni organizzative, serviranno soprattutto interventi sugli edifici e risorse economiche.

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