Capre pascolano nella discarica di auto e veleni

A individuare il sito sono state le guardie ambientali del nucleo regionale del Wwf

A cura di Redazione
01 settembre 2026 14:00
Capre pascolano nella discarica di auto e veleni -
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Le capre pascolano tranquillamente tra l’erba, come se si trovassero in una campagna lontana dal caos delle città. Intorno, però, lo scenario racconta una realtà completamente diversa. Non ci sono soltanto campi e vegetazione: tra i terreni di Castel Volturno spuntano carcasse di automobili, pneumatici, materiali edili e frammenti di eternit.È questa la fotografia che arriva dalla località La Piana, nelle campagne del comune del litorale casertano, proprio sotto i piloni della superstrada Quater Domiziana. Un'area che, secondo quanto emerso dalle segnalazioni degli ambientalisti, sarebbe stata trasformata nel tempo in una vera e propria discarica abusiva.Il contrasto è evidente: da una parte gli animali lasciati al pascolo, dall'altra rifiuti di diversa natura abbandonati sul terreno. Un quadro che solleva interrogativi non soltanto sul degrado ambientale, ma anche sui possibili rischi per la salute e per il territorio.Sedici carcasse nascoste sotto il viadottoA individuare il sito sono state le guardie ambientali del nucleo regionale del Wwf, guidate da Alessandro Gatta.Durante le attività di monitoraggio sarebbe stata scoperta una sorta di deposito clandestino di automobili, nascosto alla vista e collocato sotto una delle campate della sopraelevata parallela alla Domiziana.Gli ambientalisti avrebbero contato almeno sedici carcasse di veicoli completamente private di parti e componenti. Alcune delle automobili sarebbero state anche incendiate, aggiungendo ulteriori elementi di criticità a una situazione ambientale già compromessa.Si tratta di un fenomeno che non è nuovo sul litorale domizio. Per anni, infatti, il territorio è stato interessato dall'abbandono di automobili rubate e successivamente cannibalizzate. I veicoli venivano spogliati di motori, componenti e pezzi di ricambio destinati, secondo le ricostruzioni investigative, al mercato illegale.Negli ultimi tempi il fenomeno sembrava essersi ridotto almeno lungo le strade maggiormente frequentate. Una diminuzione che, però, potrebbe essere stata soltanto apparente.Le auto non sono scomparse: sono finite in zone più nascosteL'installazione di sistemi di videosorveglianza e l'aumento dei controlli lungo alcune delle principali arterie del territorio avrebbero reso più difficile l'abbandono delle carcasse nei punti maggiormente visibili.Il problema, tuttavia, potrebbe essersi semplicemente spostato.Le automobili sarebbero state progressivamente trasferite in aree più isolate, difficili da controllare e meno esposte agli occhi di chi percorre quotidianamente la Domiziana.Il ritrovamento di località La Piana rappresenterebbe proprio uno degli esempi di questa dinamica: un accumulo di carcasse occultato sotto il viadotto, lontano dalla vista dei passanti.Scattati i sigilli nell'areaDopo la segnalazione dettagliata presentata dal Wwf alle autorità competenti, la Polizia Municipale locale ha provveduto a delimitare e mettere sotto sequestro l'area, apponendo i sigilli e il tradizionale nastro di interdizione.Ora resta da affrontare la parte più complessa: la bonifica.Rimuovere le carcasse delle automobili e tutti gli altri materiali presenti sul terreno richiede infatti interventi specifici e costosi. Non si tratta semplicemente di raccogliere rifiuti, ma di gestire materiali differenti, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi e sottoposti a procedure particolari di smaltimento.Il peso economico della bonificaLa questione ambientale si intreccia inevitabilmente con quella finanziaria.Il Comune di Castel Volturno si trova da tempo in una situazione economica particolarmente delicata e reperire le risorse necessarie per una bonifica di queste dimensioni potrebbe rappresentare un problema non secondario.Lo smaltimento delle carcasse e dei rifiuti speciali può comportare costi elevati, soprattutto quando sul posto sono presenti materiali potenzialmente contaminanti o pericolosi.Il rischio è quindi quello di creare un doppio danno per la collettività: prima quello ambientale provocato dall'abbandono illegale dei rifiuti, poi quello economico legato alle operazioni necessarie per rimuoverli.A sostenere il costo degli interventi, infatti, potrebbe essere in ultima analisi la comunità, attraverso le risorse pubbliche destinate alla bonifica.Una bomba ecologica tra pneumatici, eternit e rifiutiIl problema non riguarda soltanto le automobili.Tra le carcasse sarebbero presenti anche cumuli di pneumatici, materiali provenienti da attività edilizie e frammenti di eternit, oltre ad altri rifiuti abbandonati.La presenza di materiali di questo tipo rende la situazione particolarmente delicata e richiede una gestione attraverso procedure adeguate.Il rischio ambientale aumenta ulteriormente nel caso di veicoli incendiati, poiché la combustione può disperdere nell'ambiente residui e sostanze derivanti dai diversi componenti delle automobili.L'intera area necessita dunque di una valutazione e di una bonifica effettuata da personale e ditte specializzate, con il corretto smaltimento dei materiali rinvenuti.Il fenomeno potrebbe essere molto più estesoLa scoperta di La Piana, secondo le informazioni fornite dagli operatori impegnati nei controlli del territorio, potrebbe rappresentare soltanto una parte di un problema più ampio.Il nucleo locale della Protezione civile, impegnato nel monitoraggio dell'area, avrebbe stimato la presenza di almeno cinquanta veicoli da smaltire distribuiti in diverse zone del territorio comunale.Le carcasse sarebbero disseminate in vari punti, da Ischitella a Destra Volturno, passando per Bagnara.Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno difficile da affrontare soltanto attraverso interventi occasionali. La rimozione dei singoli veicoli può infatti risolvere l'emergenza in un determinato punto, ma non impedisce necessariamente che nuove carcasse vengano successivamente abbandonate in altre aree isolate.Il paradosso delle capre al pascoloA rendere ancora più surreale la situazione sono gli animali che continuano a muoversi indisturbati nell'area.Le capre pascolano proprio nei terreni dove sono presenti i rifiuti, brucando l'erba accanto alle carcasse delle automobili e ai materiali abbandonati.Il loro comportamento apparentemente tranquillo rende ancora più evidente il contrasto tra l'ambiente naturale e il degrado prodotto dall'uomo.Resta naturalmente da accertare se e in quale misura la presenza dei rifiuti possa rappresentare un rischio concreto per gli animali e per l'ecosistema circostante. Ma la semplice presenza di materiali potenzialmente pericolosi in un'area utilizzata per il pascolo rende indispensabile un intervento di verifica e messa in sicurezza.Un problema che chiede una soluzione strutturaleIl caso di località La Piana riporta quindi al centro dell'attenzione la questione dell'abbandono illegale dei rifiuti e delle automobili cannibalizzate sul litorale domizio.L'area sotto la Quater Domiziana, ora delimitata dalle autorità, dovrà essere sottoposta a un intervento di bonifica. Ma resta da capire come affrontare le altre zone del territorio dove potrebbero essere presenti ulteriori carcasse.Serviranno controlli, monitoraggio e soprattutto risorse economiche per rimuovere quanto già abbandonato e impedire che il problema si ripresenti.Nel frattempo, a Castel Volturno, il paesaggio continua a restituire un'immagine difficile da ignorare: capre che pascolano in mezzo alla campagna e, a pochi metri, automobili distrutte, pneumatici e rifiuti.Un contrasto che racconta più di qualsiasi statistica le dimensioni del problema ambientale con cui il territorio è ancora costretto a fare i conti.

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