"Mariscià, la gente me le chiede". Contrabbandiere vende anche sigarette elettroniche
I carabinieri hanno proceduto al controllo e, una volta individuati i prodotti, hanno fatto scattare il sequestro
«Mariscià, la gente mi chiede anche queste e io mi adatto». Sarebbe stata questa la risposta data da un uomo di 70 anni ai carabinieri che lo avevano fermato per un controllo a Napoli. L’anziano, secondo quanto emerso dagli accertamenti, era impegnato nella vendita abusiva di prodotti del tabacco e commercializzava anche ricariche destinate alle sigarette elettroniche.L’episodio è avvenuto in via Sant’Antonio a Capodimonte, non lontano dalla Porta di Mezzo del Bosco. A insospettire i militari della stazione di Capodimonte sarebbe stata proprio la presenza dell’uomo in strada e il modo in cui aveva sistemato la merce.Il borsone nascosto dietro lo scooterIl materiale è stato trovato all’interno di un grosso borsone che l’uomo aveva nascosto dietro uno scooter parcheggiato.I carabinieri hanno proceduto al controllo e, una volta individuati i prodotti, hanno fatto scattare il sequestro. L’anziano è stato sanzionato per l’attività illecita contestata.Non si sarebbe trattato soltanto delle tradizionali sigarette di contrabbando. Nel borsone erano presenti anche ricariche per dispositivi elettronici, un prodotto sempre più diffuso tra i consumatori e che, secondo gli investigatori, potrebbe alimentare un mercato parallelo accanto a quello ufficiale.Da dove arrivava la merce?È proprio questo uno degli aspetti sui quali si stanno concentrando ora gli accertamenti dei carabinieri.Gli investigatori vogliono capire come il 70enne riuscisse a procurarsi i prodotti e se dietro la sua attività ci fosse un'organizzazione più ampia oppure un semplice canale di approvvigionamento autonomo.Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella secondo cui alcune delle ricariche potrebbero essere state acquistate regolarmente attraverso il circuito autorizzato e successivamente rivendute per strada, ricavando un piccolo margine su ogni pezzo. Un guadagno che, secondo le prime valutazioni, potrebbe aggirarsi sui 30-40 centesimi per singola ricarica.Un meccanismo apparentemente semplice, ma che potrebbe consentire di intercettare una clientela interessata a procurarsi il prodotto senza rivolgersi a un esercizio autorizzato.Un servizio abusivo a domicilio?Le ricariche per sigarette elettroniche rappresentano ormai un prodotto richiesto da una fascia sempre più ampia di consumatori. Ed è proprio la domanda a essere uno degli elementi sui quali gli investigatori intendono fare luce.Tra i potenziali clienti potrebbero esserci anche persone che, per diversi motivi, hanno difficoltà a raggiungere una tabaccheria o un punto vendita autorizzato. Un esempio potrebbe essere rappresentato da soggetti sottoposti agli arresti domiciliari, che non possono allontanarsi dalla propria abitazione.È un aspetto che resta comunque al momento nell’ambito delle ipotesi investigative e che dovrà essere verificato attraverso gli ulteriori accertamenti.Tutti i prodotti sequestratiLa merce rinvenuta nel corso del controllo è stata sequestrata. I carabinieri della stazione di Capodimonte proseguono ora le verifiche per ricostruire l’intero percorso dei prodotti, individuando eventualmente fornitori e ulteriori persone coinvolte.L'episodio riporta così l'attenzione sul fenomeno della vendita abusiva di prodotti del tabacco, che continua a trovare spazio anche attraverso modalità meno tradizionali e attraverso prodotti legati al crescente mercato delle sigarette elettroniche.Il controllo effettuato in via Sant’Antonio a Capodimonte potrebbe dunque rappresentare soltanto il primo tassello di un’attività investigativa più ampia, finalizzata a comprendere da dove arrivasse la merce e quale fosse la reale dimensione del giro di vendita.