Neanche un mese dopo essere arrestato per spaccio di droga, Salvatore Cangiano, 51 anni, originario di San Pietro a Patierno, è nuovamente fermato dalle autorità. Nonostante una lunga lista di precedenti per lo stesso reato e una recente condanna a un anno di reclusione con obbligo di firma, Cangiano sembra non aver appreso la lezione.

Domenica sera, Cangiano è finito arrestato dagli agenti dell’Ufficio prevenzione generale mentre smerciava dosi di droga nel rione Monterosa di Scampia, un’area conosciuta come una delle principali roccaforti del clan Abbinante. Negli ultimi mesi, Cangiano aveva pubblicato su vari social media dei reel in cui, con atteggiamento spavaldo, annunciava: «Monterosa attivo», accompagnando il messaggio con immagini di una foglia e un fiocco di neve, simboli riconducibili alla marijuana e alla cocaina. Queste sostanze sono state infatti trovate in suo possesso durante l’ultima operazione di polizia.

L’Arresto
L’arresto è avvenuto domenica sera durante un servizio di controllo del territorio. Gli agenti, transitando in via Monte Rosa, hanno notato un uomo con fare sospetto fermo alla fermata dell’autobus. L’uomo, successivamente identificato come Cangiano, è visto prelevare qualcosa da una bustina di patatine e da un astuccio metallico, entrambi nascosti con una calamita ai cassonetti dell’immondizia. Cangiano ha poi consegnato il contenuto a un uomo a bordo di un’auto in cambio di denaro.

Gli agenti sono intervenuti immediatamente, bloccando Cangiano e recuperando la bustina di patatine e l’astuccio metallico. Al loro interno, hanno trovato quattro involucri di cocaina, otto bustine e quattro pezzi di hashish, per un peso complessivo di circa 32 grammi.

Conseguenze Legali
Per Salvatore Cangiano, già soggetto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è scattato un nuovo arresto per detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti. L’arresto evidenzia la persistenza del problema dello spaccio di droga nelle aree più sensibili di Napoli e sottolinea la necessità di una vigilanza continua e di misure preventive efficaci per combattere questo fenomeno.