Pasquale Lettieri, critico d’arte e docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, propone una riflessione audace sull’arte contemporanea, paragonando due figure apparentemente distanti: Maradona e Geolier nei suoi murales. Secondo Lettieri, è giunto il momento di interpretare i tempi attuali in modo sincronico, riconoscendo gli artisti veri e i passaggi fondamentali che rendono un fatto culturalmente rilevante. Le recenti polemiche sulla presenza di Geolier all’Università “Federico II” di Napoli devono essere analizzate con questo spirito. Lettieri si interroga se Geolier possa essere considerato un artista moderno, e la sua risposta è inequivocabile: sì. Un cantante capace di mobilitare le masse, di attrarre consensi senza confini geografici, merita pienamente il titolo di artista.

A conferma di ciò, un murales realizzato a Secondigliano celebra le gesta di Geolier, dimostrando come Napoli possa ricevere riconoscimenti mediatici anche per aspetti positivi oltre Maradona.

Lettieri porta avanti il suo argomento ricordando altri casi di artisti non riconosciuti dalla tradizionale élite intellettuale. Tra questi, spicca Diego Armando Maradona, il leggendario calciatore argentino. Lettieri lo paragona a una sorta di artista, citando la sua abilità nel creare emozioni attraverso le sue giocate in campo. Come la Gioconda di Leonardo o la Venere di Botticelli, anche le azioni di Maradona suscitano emozioni e rappresentano una forma d’arte.

L’idea di Lettieri è provocatoria ma persuasiva: la modernità dell’arte non deve essere misurata solo attraverso i canoni tradizionali, ma anche considerando il contesto sociale, le influenze e gli strumenti contemporanei. In questo contesto, Geolier e Maradona emergono come figure di spicco, capaci di influenzare e coinvolgere le masse con la loro arte, sia essa musicale che calcistica.