Con l’introduzione del rivoluzionario Jobs Act di Matteo Renzi, il panorama degli ammortizzatori sociali per chi si trova senza lavoro ha subito una trasformazione epocale. È come se le luci del teatro delle politiche occupazionali fossero state improvvisamente accese su una nuova e audace produzione, con la NASPI che emerge con un impatto da applausi. La NASPI, nota anche come Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, non è semplicemente un’ulteriore misura di sostegno, ma una forza catalizzatrice che segna la fine di un’era. Le vecchie comparse, come la Mini ASPI e la DS Ordinaria, si sono ritirate dietro le quinte, lasciando spazio a una protagonista che promette un futuro più luminoso per chi è in cerca di lavoro.

Presenta la domanda entro il 2 aprile per ottenere tutto il sostegno necessario dall’INPS. La NASPI è diventata l’asso nella manica per chi è disoccupato, o quasi. Tuttavia, alcuni lavoratori sono rimasti fuori da questa festa, come i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni, gli agricoltori e i collaboratori.

Ma non c’è motivo di preoccuparsi, perché per loro ci sono rispettivamente la Disoccupazione Agricola e la DIS.COLL. La Disoccupazione Agricola può essere richiesta anche accumulando periodi di lavoro in altri settori, ma l’attività agricola deve prevalere numericamente.

E adesso, il calcolo degli importi: l’indennità si estende fino a un massimo di 365 giorni all’anno, coprendo tutte le giornate lavorate. Per i fortunati lavoratori agricoli che hanno perso il lavoro da un contratto a tempo indeterminato, l’importo sale al 30% della retribuzione, e senza contributi di solidarietà.