La pensione di reversibilità rappresenta uno dei sostegni economici più richiesti, rivolto ai familiari del pensionato deceduto. Questo bonus è erogato dall’INPS e solitamente è destinato a coloro che sono separati, ai figli minorenni, agli studenti e agli inabili al lavoro. In mancanza di queste situazioni, spetta ai genitori, ai fratelli o alle sorelle single a carico del pensionato deceduto. Recentemente, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il limite massimo di riduzione della pensione di reversibilità imposto a partire dal 1995. Di conseguenza, l’INPS è stato costretto ad adeguarsi e a procedere al conguaglio, rimborserà coloro che hanno ricevuto meno del previsto negli ultimi 5 anni.

Per calcolare la pensione di reversibilità quest’anno, è importante considerare alcuni fattori chiave, come la percentuale di reversibilità e il reddito personale del coniuge superstite. Dopo aver determinato questi parametri, si deve calcolare l’importo della pensione originaria del pensionato deceduto e applicare la percentuale di reversibilità, verificandola poi con il reddito personale.

Nel 2024 sono stati applicati nuovi limiti: non sono previste riduzioni con un reddito pari o inferiore a 23.345,79 euro. Tuttavia, è prevista una riduzione del 25% per redditi tra 23.345,79 euro e 31.127,72 euro, del 40% per redditi tra 31.127,72 euro e 38.909,65 euro, e del 50% per redditi superiori a 38.909,65 euro. Il tetto massimo cumulabile è di 23.345,79 euro, moltiplicato per tre volte (annualmente) del trattamento minimo.

Chi percepisce la pensione deve comunicare il proprio reddito all’INPS tramite il modello RED o 730. È importante rimanere informati su questo argomento in quanto potrebbero esserci variazioni inaspettate.