La pensione anticipata, precedentemente conosciuta come pensione di anzianità, rappresenta un trattamento previdenziale che consente ai lavoratori di cessare l’attività lavorativa anche prima del raggiungimento dell’età pensionabile prevista dalla legge. Tuttavia, accedervi richiede il rispetto di determinati requisiti contributivi stabiliti dalla normativa previdenziale.

Recentemente, l’INPS ha emesso chiarimenti riguardanti la pensione anticipata, focalizzandosi sul divieto di cumulo di redditi da lavoro con l’assegno pensionistico. È importante comprendere che il mancato rispetto di tali disposizioni può comportare conseguenze finanziarie significative per i pensionati.

Per accedere alla pensione anticipata, è necessario soddisfare due principali requisiti:

Età e Contribuzione: Si devono avere almeno 63 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi effettivi. È importante notare che l’importo della pensione anticipata non deve essere inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale, soggetto a periodiche rivalutazioni.

Divieto di Cumulo di Redditi: L’INPS ha chiarito che è vietato cumulare redditi da lavoro con l’assegno pensionistico anticipato. Questo significa che i pensionati anticipati devono fare attenzione a non superare determinate soglie di reddito derivanti da altre fonti di reddito lavorativo, altrimenti rischiano la sospensione dell’assegno pensionistico e la restituzione delle somme indebite percepite.

Il limite di incumulabilità dei redditi percepiti è fissato a 5.000 euro lordi. Tuttavia, è importante sottolineare che solo i redditi superiori a questa soglia sono soggetti al divieto di cumulo. Chi percepisce redditi da lavoro dipendente o autonomo oltre i 5.000 euro lordi è tenuto a segnalarli all’INPS. In caso contrario, l’assegno pensionistico anticipato potrebbe essere sospeso e si potrebbe essere tenuti a restituire gli arretrati già percepiti.