In passato, i genitori italiani hanno affrontato sfide significative quando si trattava di ottenere sostegno finanziario per i propri figli. Tuttavia, negli ultimi anni, sono stati introdotti cambiamenti normativi che mirano a riconoscere e sostenere in modo più equo la genitorialità, includendo anche i padri nel sistema di benefici statali. Tra questi, spiccano i bonus economici che possono arrivare fino a 3.350 euro l’anno, offrendo un sollievo finanziario significativo per molte famiglie. Uno dei principali incentivi per i padri è rappresentato dall’assegno unico, che è stato introdotto per sostituire gli assegni familiari tradizionali. In passato, solo uno dei genitori poteva beneficiare di tali assegni, generalmente la madre. Tuttavia, con l’introduzione dell’assegno unico, entrambi i genitori hanno diritto a percepire il 50% dell’importo spettante per il figlio. Questo significa che anche i padri possono ora beneficiare direttamente di questo sostegno finanziario, contribuendo così in modo più equo alla spesa per i figli.

È importante sottolineare che il genitore che non presenta la domanda per l’assegno unico non è più dipendente dalle decisioni dell’altro genitore. Possono accedere autonomamente al sito dell’INPS e impostare il pagamento al 50%, senza bisogno dell’approvazione dell’altro genitore. Questo cambiamento ha garantito una maggiore indipendenza e autonomia ai padri nel gestire le questioni finanziarie legate ai loro figli.

L’assegno unico può rappresentare un beneficio significativo per i padri, soprattutto considerando che l’importo mensile può raggiungere circa i 200 euro per figlio. Questo si traduce in un sostegno annuale di circa 1.200 euro per ogni genitore. Inoltre, i padri hanno anche diritto alla detrazione fiscale per i figli a carico, che può arrivare fino a 950 euro all’anno. Anche in questo caso, il beneficio è diviso equamente tra i genitori, a meno che non decidano diversamente.

Tuttavia, va notato che le detrazioni per i figli a carico non sono cumulabili con l’assegno unico per i figli di età inferiore ai 21 anni. Questo significa che i genitori devono scegliere tra uno dei due sostegni finanziari, a seconda delle proprie esigenze e della situazione familiare.

In alcuni casi, i padri possono beneficiare di entrambi i sostegni, ad esempio quando hanno figli di età superiore ai 21 anni che non sono idonei per l’assegno unico. In tal caso, possono ottenere sia l’assegno unico per i figli più giovani che la detrazione fiscale per i figli maggiori, massimizzando così il sostegno finanziario per la propria famiglia.

Oltre ai bonus economici, i padri in Italia possono anche godere di permessi retribuiti per la genitorialità. Ad esempio, hanno diritto a un congedo di paternità di 10 giorni, che può essere fruito in modo frazionato prima e dopo la nascita del bambino. Inoltre, possono richiedere il congedo parentale entro i 12 anni del figlio, con una retribuzione pari al 30%.