Secondo il 19° Rapporto sul servizio idrico integrato curato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, la spesa media annua per la bolletta idrica di una famiglia campana nel 2023 è stata di 320 euro, rispetto alla media nazionale di 478 euro. Pur mantenendosi invariata rispetto al 2022, questa cifra rappresenta un aumento del 6,6% nell’ultimo quinquennio. Il rapporto evidenzia significative differenze tariffarie anche tra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione: in Campania, ad esempio, le tariffe variano dai 374 euro di Salerno ai 279 euro di Caserta. Inoltre, più dei due terzi dei capoluoghi di provincia italiani hanno registrato aumenti tariffari nell’ultimo anno, con un incremento maggiore a Vibo Valentia del 16%.

Frosinone si conferma come la provincia più costosa, con una spesa media annuale di 867 euro, mentre Milano e Cosenza risultano essere i capoluoghi più economici con una spesa media annua di 184 euro. A livello regionale, la Toscana è la più costosa con 732 euro, mentre il Molise è la più economica con 226 euro. Il Trentino Alto Adige ha registrato l’aumento più significativo, pari al 9%.

Il rapporto tiene conto delle tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2023, considerando una famiglia tipo composta da tre persone con un consumo annuo di 182 metri cubi. Si stima che una famiglia con un consumo annuo di 150 metri cubi risparmierebbe circa 101 euro all’anno.

Nonostante ciò, una ricerca condotta su un campione di 3.355 persone ha rivelato che il 50% dei cittadini ritiene insufficienti le informazioni sulla qualità dell’acqua di rubinetto e vorrebbe riceverne di più attraverso la bolletta. Il 45% preferisce acquistare acqua in bottiglia, percependola come più sicura e controllata, soprattutto nel Sud e nelle Isole dove il 57% ritiene l’acqua in bottiglia più sicura.

Inoltre, nel Sud e nelle Isole più della metà dei volumi d’acqua immessi in rete si disperde, con una dispersione idrica che raggiunge il 64,4% a Caserta e il 27,4% a Napoli. Questo sottolinea la necessità di interventi per migliorare l’efficienza del sistema idrico e garantire un servizio di qualità ai cittadini.