L’impegno civile e il desiderio di mettersi al servizio della comunità stanno diventando sempre più diffusi tra i giovani campani, come dimostrano i dati relativi al numero di progetti presentati e alle domande di partecipazione al servizio civile. Con oltre 21.000 ragazzi campani che hanno manifestato interesse per questa opportunità, la regione si conferma al primo posto in Italia sia per il numero di progetti proposti dagli enti, circa 9.000, sia per il numero di domande dei giovani compresi tra i 18 e i 28 anni. Secondo Enrico Maria Borrelli, presidente del Forum nazionale servizio civile e della Fondazione Amesci, questo successo è il risultato di un lavoro costante di promozione e informazione sul servizio civile sul territorio campano. Enti come Amesci hanno svolto un ruolo fondamentale in questo processo, contribuendo a diffondere la consapevolezza sull’importanza del servizio civile come opportunità di crescita personale e formazione.

Ciò che emerge è un cambiamento nei motivi che spingono i giovani a partecipare al servizio civile. Mentre in passato l’area socioassistenziale deteneva il primato assoluto, oggi sono soprattutto l’educazione e la promozione culturale a catalizzare l’interesse dei ventenni. Questo trend riflette la ricerca di opportunità di crescita personale e di formazione, oltre alla necessità di garantirsi un guadagno per almeno un anno.

I progetti di servizio civile offrono un compenso di circa 500 euro al mese per 5 ore al giorno e 5 giorni alla settimana, con una durata compresa tra 8 e 12 mesi. La maggior parte delle domande proviene da ragazzi tra i 23 e i 25 anni, molti dei quali hanno completato gli studi, con il 67,77% in possesso di un diploma di scuola media superiore e il 20,99% laureati.