“La risposta, piccata, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni da parte del numero uno di Stellantis, affidata a Bloomberg, non si fa aspettare. Carlos Tavares non ci sta a fare «il capro espiatorio» e alle accuse dell’Esecutivo italiano risponde puntando il dito: «evita di assumersi la responsabilità del fatto che, se non si danno sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici, allora si mettono a rischio gli stabilimenti italiani». Mirafiori (dove si producono le Fiat 500 bev e le Maserati GT e GC) e Pomigliano (fabbrica di Fiat Panda, suv Alfa Romeo Tonale e Dodge Hornet) sarebbero i due stabilimenti maggiormente minacciati, secondo Tavares, dalla mancanza di una politica efficace di sostegni alla domanda di auto elettriche.

L’Italia dunque faccia di più per proteggere i posti di lavoro nel settore auto invece di attaccare Stellantis, è il punto di vista del ceo. Che ricorda come il mercato italiano delle elettriche sia ancora molto limitato come confermano i dati delle immatricolazioni di gennaio, cresciute del 10,6%, ma con i modelli full electric a quota 2,1% del mercato e Stellantis in crescita del 12,8%. Tavares nell’intervista risponde anche alle critiche della Meloni sul fatto che la fusione tra Fca e Psa apparisse più come una cessione di Fca ai francesi: «Non sono sempre d’accordo con il governo francese. Stellantis non è nelle mani del governo francese» dice il numero uno di Stellantis”, riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore.

“Ancora una volta nubi scure si addensano sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco”. Lo dichiara Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente del Gruppo Misto. “Le minacce del Gruppo automobilistico all’Italia, nonostante i generosissimi contributi pubblici ricevuti negli anni, mettono in discussione un fiore all’occhiello dell’industria italiana e campana. Nonostante l’elevata professionalità dei lavoratori del ‘Vico’ e i sacrifici fin qui sostenuti, le parole del CEO della multinazionale destano allarme e sono uno schiaffo diritto in faccia prima a loro e poi all’intero indotto satellite della Stellantis.

Nessuno di buon senso può restare inerte rispetto all’ennesimo colpo che si intende infliggere al comparto industriale e automobilistico di Pomigliano, tra i settori produttivi più longevi e qualificati dell’industria italiana. Da cittadina pomiglianese e da rappresentante delle istituzioni regionali porterò la questione nella Commissione Attività produttive del Consiglio regionale e presenterò un ordine del giorno in aula per sensibilizzare le forze politiche e la Giunta, affinché la Regione metta in campo tutte le azioni possibili e spinga sul Governo nazionale per tutelare in ogni modo i livelli occupazionali dello stabilimento ‘Vico’” conclude Ciarambino.