Campania “regione cardine per l’industria farmaceutica per talenti e competenze”. Così il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani a margine del roadshow ‘Innovazione e produzione di valore. L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere’, che si è svolto nel polo produttivo di Novartis Farma a Torre Annunziata dove, questa mattina, è inaugurata una nuova area che – ha spiegato il presidente di Novartis Italia, Valentino Confalone – “prevede un investimento di 32 milioni di euro con un incremento occupazionale di 150 unità nel 2024 e complessivi 80 milioni di euro nel triennio, raggiungendo a regime 300 nuove assunzioni”.

La multinazionale del farmaco ha puntato sul sito di Torre Annunziata e i numeri dimostrano il boom produttivo che ne è conseguito: l’export farmaceutico della Campania è più che quintuplicato tra il 2018 e il 2023: +475%. Con partner commerciali a livello globale: Svizzera, Big UE, Stati Uniti, Sud Corea, Cina, Arabia Saudita. Napoli poi, a livello nazionale, è al quarto posto nel 2023 nel ranking provinciale per valore dell’export farmaceutico.

“L’industria del farmaco è un patrimonio che l’Italia non può perdere” ha quindi affermato Cattani, sollecitando il Governo a dare “un segnale di inversione del trend, un percorso di riforma, di superamento strutturale che parte da un dato: la spesa è inadeguata”. “Noi saremo alleati del Governo per fare occupazione e ricerca, ma servono scelte precise. E’ chiaro che siamo in un Paese che ha il 144% di debito sul pil,- ha aggiunto a chiusura del convegno – ma quelle scelte coraggiose devono essere fatte nell’interesse dei cittadini, nell’interesse delle imprese che generano occupazione e non solo produzione o non solo export, occupazione al primo settore”.

Per il presidente di Farmindustria è indispensabile “continuare a investire nel sistema sanitario, spesa farmaceutica, riallocazione delle risorse, cioè dalla retail alla diretta, perché è lì che c’è oggi la spesa, superamento del payback che è una tassa aggiuntiva che le aziende oggi pagano e questo oggi è inaccettabile, così come è inaccettabile continuare a produrre farmaci nel nostro Paese, dopo decenni di tagli, liste di trasparenza, prezzi di riferimento, in un mondo che oggi ci presenta il conto: 30% di incremento strutturale di costi. E quindi produrre questi farmaci di grandissima diffusione, essenziale e salvavita, oggi non è più sostenibile per il nostro Paese”.

Il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini ha però frenato sulle richieste di Farmindustria: ” C’è necessità di adeguare la velocità della burocrazia per andare dietro alla velocità del mondo globale. Ma il Governo ha l’obbligo di assicurare investimenti in tutti i settori strategici per lo sviluppo economico del Paese”.