L’imprenditore Salvatore Langellotto, già condannato in passato per concorso esterno in associazione camorristica, è finito nuovamente al centro di una vicenda di cronaca nera. Questa volta, l’accusa si basa su un episodio di violenta aggressione ai danni del presidente del WWF Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito. L’aggressione, avvenuta dieci mesi fa a Sant’Agnello, ha lasciato d’Esposito con una frattura costale e altre lesioni, richiedendo un periodo di guarigione di 40 giorni. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice, su richiesta della procura di Torre Annunziata, l’atto è definito di “gravità assoluta”. Langellotto è arrestato con l’accusa di aver messo in atto “in modo subdolo e premeditato una brutale ed incivile aggressione” nei confronti di d’Esposito.

La procura afferma che l’aggressione è scaturita dal fatto che d’Esposito, nel suo ruolo di presidente del WWF, aveva osato denunciare pubblicamente alcune condotte dell’imprenditore riconducibili ai suoi interessi imprenditoriali. La nota della procura di Torre Annunziata sottolinea che si tratta di un attacco non solo alla persona di d’Esposito ma anche all’associazione che da anni si batte per la legalità e la tutela del patrimonio naturalistico della penisola sorrentina. Dei fatti ha parlato anche il programma Le Iene nell’ultima puntata.

“Langellotto è gravemente indiziato del reato di lesioni gravi e, in virtù di ciò, è posto agli arresti domiciliari”, dichiara la procura. La vicenda mette in luce una tensione tra interessi imprenditoriali e la difesa dell’ambiente, evidenziando la necessità di una riflessione più ampia sulla tutela del patrimonio naturalistico in contesti dove il bilanciamento tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale è spesso delicato.