La normativa relativa al bonus bollette ha subito recenti modifiche che hanno sollevato interrogativi sui beneficiari, in particolare per coloro che percepiscono l’assegno di inclusione. Fino al 31 dicembre 2023, il bonus sociale era automaticamente riconosciuto ai beneficiari del reddito di cittadinanza, ma con il cambiamento normativo, i titolari dell’assegno di inclusione potrebbero trovarsi in una situazione diversa. Prima di esaminare il nuovo scenario, è utile ripercorrere brevemente l’evoluzione del bonus bollette. Inizialmente, con l’introduzione del reddito di cittadinanza nell’aprile 2019, i cittadini erano tenuti a richiedere il bonus. Dal 1° gennaio 2021, tuttavia, il bonus sociale è stato automaticamente riconosciuto ai cittadini che soddisfacevano i requisiti, senza la necessità di presentare una domanda.

Questo cambiamento significativo ha esteso la fruizione del bonus bollette anche ai beneficiari di reddito e pensione di cittadinanza, eliminando la necessità di una domanda. Tuttavia, è importante notare che, in quel periodo, il bonus sociale richiedeva un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 8.265 euro (o 20.000 euro per famiglie numerose con almeno 4 figli a carico).

Con l’introduzione dell’assegno di inclusione, la dinamica è leggermente diversa. Questo sostegno al reddito è destinato a nuclei familiari con un ISEE massimo di 9.360 euro. Nel 2024, tuttavia, i requisiti per il bonus sociale per le bollette richiedono un ISEE non superiore a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie numerose).

La buona notizia è che i nuclei familiari titolari dell’assegno di inclusione, avendo già un ISEE che rientra nei limiti richiesti per il bonus bollette, possono ancora beneficiare di questa agevolazione. Non è necessario un riconoscimento automatico, poiché la presentazione di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la certificazione dell’ISEE garantirà l’accesso al bonus sociale per le bollette nel corso del 2024.