La vicenda di Monia Bortolotti, conosciuta come Mia, ha suscitato una profonda commozione e sgomento in seguito all’accusa di aver ucciso i suoi due figli neonati. La sua storia, dal passato di adozione fino agli avvenimenti recenti, evidenzia una serie di elementi tragici e complessi. Nata in India nel 1996, Monia Bortolotti è stata adottata da una famiglia italiana di Gazzaniga. Il rapporto con i genitori adottivi sembra essere stato sfidante, soprattutto con la madre, Laura Brena, con cui Monia ha avuto difficoltà relazionali. Inoltre, ha vissuto con Pietro, suo padre, negli ultimi tempi.

Monia, prima dell’arresto per infanticidio, si era trasferita a Pedrengo, alloggiando con il padre dei suoi figli, Cristian Zorzi. Tuttavia, dopo l’autopsia sul corpo del secondo figlio, i rapporti con Zorzi si erano interrotti.

Nei suoi post sui social media, Monia aveva condiviso il suo dolore e le preoccupazioni riguardo ai suoi figli, mostrando affetto e preoccupazione nei confronti di Mattia e Alice. Aveva espresso il suo dispiacere e la disperazione per la perdita dei suoi bambini, menzionando la sindrome della morte in culla.

Tuttavia, i post sembrano ora costituire una sorta di difesa preventiva rispetto alle indagini in corso. In alcuni messaggi, Monia accenna a un senso di colpa per la morte dei suoi figli, affermando di essere responsabile delle tragedie, ma descrive gli eventi come incidenti, come nel caso della morte della sua prima figlia per soffocamento da rigurgito.

Inoltre, Monia menziona il suo rapporto con la madre adottiva, sollevando domande riguardo alle motivazioni dell’adozione e ai rapporti familiari che potrebbero aver influito sulla sua vita.