L’aumento dell’assegno unico rappresenta un importante pilastro delle misure di sostegno alle famiglie e alla natalità. Questo sostegno economico istituito con la Legge Delega 46/2021 è entrato in vigore il 1° marzo 2022 e si adatta al reddito ISEE delle famiglie, offrendo un supporto maggiore a coloro con redditi più bassi.

La normativa attuale, delineata dalla Manovra del 2023, ha determinato un aumento del 50% dell’assegno unico per specifici casi:

Nuclei con quattro o più figli a carico.
Nuclei con almeno tre figli di età tra 1 e 3 anni, con un ISEE pari o inferiore a 43 mila euro.
Inoltre, sono state previste maggiorazioni mensili tra 15 e 85 euro per il terzo figlio, a seconda del reddito.

Le prospettive del 2024 annunciano ulteriori miglioramenti nell’assegno unico:

Estensione delle maggiorazioni previste nel 2023, riservate dal terzo figlio, già dal secondo e terzo figlio.
Maggiorazione del 50% per i nuclei con due o più figli di età tra 1 e 3 anni.
Incremento di 150 euro mensili per i nuclei con almeno tre figli anziché quattro.
La possibile abolizione della soglia anagrafica dei 21 anni potrebbe estendere l’assegno unico fino alla fine degli studi dei figli, soprattutto per i nuclei familiari a reddito più basso. Tuttavia, i dettagli precisi saranno definiti in seguito all’approvazione parlamentare della Legge di Bilancio.

Si prevede anche un adeguamento dell’assegno in relazione all’inflazione, stimata al 5,3% per il 2023, che comporterà una rivalutazione degli importi in base alle fasce di ISEE.

È importante tenere presente che questo quadro normativo è soggetto a possibili modifiche o integrazioni durante l’iter parlamentare. Tuttavia, queste prospettive delineano un sostegno significativo alle famiglie, mirando a garantire un aiuto economico adeguato a chi ne ha maggiore bisogno.