Un persistente sciame sismico ha scosso la regione dei Campi Flegrei, nella provincia di Napoli, dall’orario delle 23:25 di ieri notte. Gli strumenti sismici dell’Osservatorio Vesuviano hanno registrato otto terremoti fino a questo momento, con il più significativo avvenuto alle 23:57, con epicentro nella zona alta della città di via Vigna, caratterizzato da una magnitudo di 2.5 e una profondità di 2.6 chilometri. Un altro terremoto di magnitudo 2 si è verificato alle 1:46 del mattino con epicentro nel golfo. Questi eventi sismici hanno creato una notte insonne per la popolazione locale, la quale ha riferito di aver udito boati prima delle scosse.

Solo poche ore prima, la sala di Napoli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) aveva concluso la sorveglianza di un altro sciame sismico iniziato il 27 settembre alle 21:28, che ha registrato ben 89 terremoti.

L’attenzione è ora rivolta alla possibilità di un’eruzione vulcanica nei Campi Flegrei. Uno scenario di devastazione è stato ipotizzato dallo stesso INGV, che si occupa del monitoraggio sismico e vulcanico. Tale scenario catastrofico comprende esplosioni, colate di lava e città invase dalla lava e dai detriti.

La preoccupazione maggiore riguarda un’eruzione simile a quella del Monte Nuovo del 1538, la più recente delle oltre 70 eruzioni esplosive verificatesi nei Campi Flegrei e la meno violenta di quelle risalenti a migliaia di anni fa, in particolare quella di 39.000 anni fa.

Gli scienziati e le autorità locali stanno lavorando in stretta collaborazione per monitorare la situazione da vicino e per adottare tutte le precauzioni necessarie. La sicurezza e il benessere della popolazione sono la massima priorità, e la preparazione per affrontare eventuali scenari di emergenza è fondamentale.