Un medico di 35 anni originario di Marcianise, in provincia di Caserta, arrestato mentre si trovava in auto prima di prendere servizio presso la struttura sanitaria della casa circondariale di Avellino. L’uomo è accusato di aver introdotto hashish e telefoni cellulari all’interno del carcere, un comportamento che è stato oggetto di indagini da parte della Squadra Mobile di Avellino per diversi mesi. Nel corso dell’operazione, sono rinvenuti hashish e telefoni cellulari nella borsa del medico, e il Gip del Tribunale di Avellino ha convalidato l’arresto e disposto il trasferimento del sospettato ai domiciliari.

L’Arresto e le Accuse
Il medico, il cui nome non è reso pubblico, è fermato e arrestato mentre si trovava in auto prima di raggiungere il suo posto di lavoro presso la struttura sanitaria della casa circondariale di Avellino. L’accusa principale che pesa su di lui è quella di aver contrabbandato droga e telefoni cellulari all’interno del carcere, mettendo a repentaglio la sicurezza e l’ordine all’interno dell’istituzione penitenziaria.

Nel corso della perquisizione della sua auto e della sua borsa, gli investigatori hanno fatto una scoperta scioccante. All’interno di due confezioni sigillate di sigari sono trovati due panetti di hashish con un peso complessivo di oltre 120 grammi. Inoltre, sono rinvenuti quattro mini-telefoni cellulari, completi di cavi di alimentazione, che si presumevano fossero destinati ai detenuti del carcere.

L’Indagine in Corso

L’indagine sulla condotta del medico è condotta a seguito di segnalazioni e sospetti riguardo all’introduzione illecita di sostanze stupefacenti e dispositivi di comunicazione all’interno del carcere di Avellino. La Squadra Mobile di Avellino ha lavorato a lungo e in segreto per raccogliere prove contro il professionista medico, che ora è al centro di un processo penale che potrebbe comportare gravi conseguenze.

La Decisione del Gip

Dopo l’arresto del medico, il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Avellino ha convalidato l’arresto e ha deciso di trasferire il sospettato ai domiciliari, in attesa degli sviluppi ulteriori dell’indagine. Questa decisione è stata presa in conformità con la legge italiana che prevede la possibilità di concedere il regime dei domiciliari in determinate circostanze, quando non sussistono rischi evidenti di fuga o pericoli per la pubblica sicurezza.