La Corte di Assise di Appello di Napoli ha revocato la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Gerardo Limongiello, l’87enne accusato di aver ucciso la moglie con un cuscino. L’uomo, difeso dall’avvocato Mario Di Salvia, è condannato lo scorso anno a 21 anni di reclusione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento alla parte civile. Ora, in attesa del processo di secondo grado, potrà affrontare la situazione in piena libertà.

Il processo nei confronti di Limongiello era avviato tramite giudizio immediato, dopo che l’anziano si era costituito ai carabinieri del comando provinciale di Avellino il 5 maggio 2021, ammettendo di aver soffocato sua moglie, 83enne, durante un’ennesima discussione in casa.

I carabinieri si erano recati nell’abitazione della coppia anziana, situata in via Iannaccone, e avevano trovato la donna, Antonietta Ficuciello, senza vita sul letto. Limongiello aveva raccontato immediatamente ai militari che due giorni prima dell’uccisione c’era stato un litigio tra lui e la moglie, durante il quale la donna l’aveva aggredito mordendolo alla mano sinistra.

La coppia non aveva figli e viveva da sempre sola. Limongiello era affetto da problemi di salute da tempo ed era stanco della vita. È possibile che la paura di lasciare la moglie senza alcun sostegno abbia spinto l’uomo a compiere questo gesto insano.

Dopo aver ucciso la moglie, Limongiello ha lasciato un biglietto nel quale chiedeva perdono alla sua amata Antonietta e si riferiva al loro incontro in paradiso. Successivamente si è consegnato ai militari dell’Arma del comando provinciale di Avellino.

Inizialmente, il gip del tribunale di Avellino aveva respinto la richiesta di convalida del fermo e aveva applicato la misura degli arresti domiciliari in ospedale per Limongiello, considerando le sue precarie condizioni psichiche. L’anziano doveva essere ospitato nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Solofra o in un’altra struttura con caratteristiche simili.

Gli inquirenti avevano raccolto elementi che indicavano che Limongiello aveva tentato il suicidio nel mese di febbraio e che la sua salute mentale era già molto fragile. L’uomo era stato esasperato dalle condizioni di salute della moglie e dalla solitudine in cui versava la coppia, senza alcun tipo di supporto.