Il caso del neonato lasciato nella “Culla per la vita” del Policlinico di Milano il giorno di Pasqua, ha destato molte emozioni e ha fatto riflettere sulla complessità della maternità e della genitorialità. Da un lato, ci si potrebbe chiedere come sia possibile che una madre decida di abbandonare il proprio bambino. Ma dall’altro lato, è importante considerare le situazioni difficili che molte donne possono affrontare, come la povertà, la solitudine, la malattia, la violenza domestica e la mancanza di supporto familiare e sociale. Il piccolo, di etnia caucasica, pesa circa 2,6 kg ed è in buona salute. L’allarme per il personale della Neonatologia è scattato alle 11.40. Accanto al piccolo una lettera che esordisce così: «Ciao, mi chiamo Enea».

Una mamma che usa parole di grande affetto, spiegano dall’ospedale. A quanto si apprende, parla di coccole, dice di volergli molto bene, ma di non potersi occupare di lui. Racconta che il bimbo «è super sano, tutti gli esami fatti in ospedale sono ok».