Altri particolari nell’indagine condotta dalla Dia di Napoli sul presunto patto politico-mafioso avvenuto durante le elezioni comunali di Melito di Napoli. L’inchiesta ha portato all’individuazione di 20 indagati, di cui due sono a piede libero. Figura centrale Vincenzo Nappi, noto come “‘o pittore”, referente del clan Amato-Pagano nella zona di Melito ucciso il 23 gennaio scorso in una trattoria di Melito mentre pranzava. Secondo gli investigatori, Nappi avrebbe minacciato Antonietta Liuzzi, una candidata al consiglio comunale, costringendola a fare campagna elettorale per la coalizione opposta. Gli indagati sono accusati di aver concorso nel reato con l’aggravante camorristica.

Nella ricostruzione dei fatti, gli investigatori hanno scoperto che la Liuzzi finì avvicinata e le chiesto di cambiare bandiera politica e passare con l’alleanza sostenuta dal clan. Al suo rifiuto, partirono le minacce e le imposero di fare campagna elettorale per un avversario, consegnandole il materiale di propaganda del candidato. Infine, il gruppo di Nappi le impose di distribuire il materiale chiudendo il cerchio. Nell’indagine, tra gli altri, è finito in manette anche il sindaco Luciano Mottola.