Il governo italiano sta lavorando per apportare alcune modifiche all’Opzione donna, la pensione anticipata riservata alle lavoratrici. Attualmente, solo circa 2.900 donne hanno accesso a questa opportunità, a causa dei limiti imposti dalla normativa vigente. Tuttavia, l’obiettivo del governo è quello di allargare la platea delle beneficiarie, abbassando l’età per accedere alla pensione anticipata.

In particolare, si sta valutando l’ipotesi di abbassare l’età di accesso a 59 anni per tutte le lavoratrici e di eliminare il riferimento alla presenza dei figli, che consente di ridurre fino a due anni la soglia per l’uscita per alcune categorie. Attualmente, infatti, la legge prevede che l’età di uscita si riduca di un anno per ogni figlio nel limite massimo di due anni (quindi a 59 anni con un figlio e 58 anni con due o più figli), e per tre categorie di lavoratrici: caregiver, invalide al 74%, licenziate o dipendenti da imprese in crisi.

La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, ha confermato che il governo sta valutando queste ipotesi e che si sta cercando di determinare i costi delle eventuali modifiche. L’obiettivo è quello di rendere l’Opzione donna più accessibile e di permettere a un maggior numero di donne di accedere alla pensione anticipata.

Attualmente, l’accesso all’Opzione donna è limitato e la legge di Bilancio del 2021 ha alzato l’età di accesso a 60 anni, sebbene abbia lasciato la soglia minima dei contributi a 35 anni. Solo alcune categorie di lavoratrici possono beneficiare della riduzione dell’età di uscita, mentre per altre la riduzione è automatica solo in caso di licenziamento o dipendenza da imprese in crisi.

Il governo si sta impegnando a rendere l’Opzione donna più equa e accessibile, in attesa della riforma generale delle pensioni, prevista per il 2024.