Tredici consiglieri comunali di Scafati (Salerno) hanno presentato le loro dimissioni dalla carica dinanzi ad un notaio ad Angri, causando la fine immediata della consiliatura e la sfiducia del sindaco Cristoforo Salvati. Con queste dimissioni, la maggioranza che sosteneva il sindaco Salvati si è dissolta e l’ente è ora senza una guida politica effettiva. Il sindaco Salvati ha dichiarato di essere rimosso dalla carica a causa del fatto che è una “persona perbene” e ha espresso la sua volontà di lasciare la decisione nelle mani dei cittadini di Scafati. Ha anche sottolineato che, insieme alla sua maggioranza e alla sua Giunta, aveva intrapreso un percorso per garantire un futuro migliore per la città, ereditando un’entità indebitata e incapace di garantire i servizi essenziali.

Salvati dice di aver lavorato duramente per risollevare le sorti della città, mettendo in moto una serie di procedure che erano insabbiate per anni. Ha anche fatto progressi significativi nell’avvio di progetti importanti per la città, come il Polo scolastico, il cui cantiere è aperto qualche settimana fa, e le opere di urbanizzazione del Pip, che erano bloccate da circa trent’anni.

Tuttavia, nonostante i progressi fatti, il sindaco Salvati ha accusato qualcuno di voler bloccare il processo di rinascita del territorio. Ha sostenuto che proprio mentre stavano attuando questi progetti per la città, è aperta una nuova crisi politica, determinata dalla sua stessa maggioranza. Queste accuse lasciano intendere che ci possono essere forze politiche all’interno della maggioranza che non erano d’accordo con le decisioni del sindaco Salvati e che hanno deciso di rimuoverlo dalla carica attraverso le dimissioni dei consiglieri.