fbpx
Home Attualità Camini e stufe a legna, multe fino a 5.000 euro – I...

Camini e stufe a legna, multe fino a 5.000 euro – I DIVIETI

La paura di un inverno freddo e costoso, ha spinto già da tempo chi può a fare scorta anche di legna e pellet. Ma attenzione, si rischiano multe fino a 5.000 euro se si usano stufe o camini a legna. A mettere precisi paletti sono le leggi fissate da alcune regioni ben prima della crisi energetica in corso, ma sembrano oggi di assoluta attualità. Il rischio, infatti, è che per evitare bollette ormai insostenibili si spingano le emissioni di C02 a livelli inaccettabili.

I PALETTI

 

Gli italiani, invece dovranno stare molto attenti. In alcune Regioni è in vigore il divieto di utilizzo di stufe e camini a biomassa, nell’ambito delle leggi introdotte per contrastare l’inquinamento atmosferico. La norma riguarda gli impianti con potenza al focolare fino a 10kW. In prima fila tra le Regioni che hanno vietato l’utilizzo di impianti di riscaldamento basati sulla combustione di biomassa spicca c’è la Lombardia. Secondo l’articolo 27, comma 4 della Legge regionale n. 24/2006, le sanzioni partono da 500 euro e possono arrivare fino a 5.000 euro, la sanzione più alta prevista in tutto il Paese. A meno che non si utilizzino impianti di ultima generazione, come per esempio generatori di calore con classe di prestazione emissiva inferiore a 4 stelle. Ma i paletti riguardano anche Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.

 

LA LOMBARDIA

 

A ben vedere, in Lombardia il divieto in questione è in vigore dal 1° gennaio 2020 e riguarda: – l’installazione di generatori di calore alimentati a biomassa legnosa (stufe e camini) con emissioni superiori a quelle consentite ed è obbligatorio che i generatori di calore abbiano almeno 4 stelle; – l’utilizzo di generatori di calore domestici con 0, 1 o 2 stelle. Dal 1° ottobre 2018, invece, per le stufe a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW è obbligatorio utilizzare materiale da ardere conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2. La certificazione deve essere effettuata da parte di un Organismo accreditato e, nel caso di un controllo, dovrà essere esibita la documentazione pertinente da parte dell’utilizzatore.

 

IL CASO BRESCIA

 

Il territorio del Bresciano ha invece ottenuto condizioni diverse. La Regione Lombardia, con una delibera di giunta dell’11 ottobre 2021, ha di fatto derogato l’uso di tutti gli impianti domestici a legna e pellet (sotto i 10 Kw di potenza) fino al 15 ottobre 2024. Anche nei Comuni sotto i 300 metri d’altitudine, ovvero nell’hinterland, nella bassa, in Franciacorta e basso lago.

 

IL VENETO

 

Anche in Veneto accendere camini e stufe a legna in inverno è vietato, dopo la delibera regionale n. 836/17. Il divieto riguarda: – da dicembre 2017 l’installazione di generatori di calore con classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle; – l’utilizzo di generatori di classe inferiore alle 2 stelle; – l’installazione entro il 31 dicembre 2019 di generatori inferiori a 4 stelle e l’utilizzo di generatori di classe inferiore alle 3 stelle.

 

IL PIEMONTE

 

Il divieto del Piemonte risale invece al 2018. Riguarda: – l’installazione dal 1° ottobre 2018 di generatori di calore alimentati a biomassa legnosa, con una potenza nominale inferiore a 35 kW e classe di prestazione emissiva inferiore alla classe 3 stelle; – l’installazione dal 1° ottobre 2019 di generatori di calore alimentati a biomassa legnosa aventi una potenza nominale inferiore a 35 kW e classe di prestazione emissiva inferiore alla classe 4 stelle; – l’utilizzo dal 1° ottobre 2019 – nei Comuni appartenenti alle zone “Agglomerato di Torino”, “Pianura” e “Collina” – di generatori di calore alimentati a biomassa legnosa con potenza nominale inferiore a 35 kW e classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle.

 

L’EMILIA ROMAGNA

 

In Emilia-Romagna il divieto di utilizzo di caminetti, stufe a legna o pellet per il riscaldamento domestico riguarda esclusivamente impianti di classe 1 e 2 stelle, installati negli immobili civili in cui: – è presente un sistema alternativo di riscaldamento domestico; – che si trovano sotto i 300 metri di altitudine (escludendo dunque i Comuni montani, specificati dalla LR 2/2004 “Legge per la montagna”); – che si trovano in Comuni oggetto di infrazione per la qualità dell’aria.

Questo sito utilizza i cookie indicati nella privacy policy.
Nel pannello potrai ottenere maggiori informazioni e selezionare le categorie di cookie di cui accetti l’utilizzazione.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy