Continuate a leggere l’articolo per scoprire tutti i dettagli riguardanti questa notizia che ormai sta facendo il giro del web, indignando gli italiani.

Come funziona la pensione in Italia

Per accedere al diritto alla pensione, è necessario essere in possesso del requisito di età e dei contributi. Oggi l’età minima legale per il pensionamento in Italia è 67 anni e devi aver versato contributi per almeno 20 anni.

E la domanda deve essere presentata all’Agenzia di Previdenza Sociale competente. Se possibile, questa procedura dovrebbe essere eseguita presso il luogo di residenza del richiedente oppure presso la sede della provincia dove le funzioni sono state esercitate per l’ultima volta.

Ma come funziona? Nel 2019 è stata attuata l’ultima riforma del sistema pensionistico italiano ed era previsto un aumento dell’età pensionabile. Tuttavia, ciò non si è verificato e la revisione è stata rinviata al 2026.

Invece, è stato istituito il sistema della “quota 100“, che consente alle persone di andarci prima di tale età. Attraverso la “quota 100” possono richiedere il pensionamento ordinario le persone con 62 anni di età e 38 anni di contribuzione.

Nel 2022, entra in vigore la “quota 102“. Con questo nuovo sistema, l’età pensionabile viene innalzata a 64 anni con 38 anni di contributi. I giovani, invece, appena entrati nel mercato del lavoro al momento della riforma, potranno accedere alla pensione ordinaria a 71 anni di età.

Avranno anche la possibilità di andare in pensione anticipata a 68 anni, ma l’importo mensile sarà nettamente inferiore. Sono proprio loro le vittime delle ultime modifiche al sistema pensionistico. Potrebbero non ricevere mai la sovvenzione o ottenerne una inferiore ai 1000 euro.

Continuate a leggere l’articolo per tutti i dettagli che stanno facendo tremare gli italiani.

Il destino nero dei prossimi pensionati

Non tutti lo sanno, ma le ultime novità relative alle pensioni stanno mandando letteralmente sotto choc milioni di onesti cittadini italiani.

Le ultime voci che circolano riguardano una eventuale penalizzazione che si ripercuote anche su coloro che hanno lavorato e versato contributi allo Stato per ben 35 anni.

fonte lettoquotidiano.it