Il cedolino pensione di settembre potrebbe riservare alcune amare sorprese. Sono infatti previste delle trattenute per alcuni beneficiari degli assegni, già applicate dall’Inps nei mesi precedenti. Oltre ai conguagli Irpef a debito.

A ottobre, invece, scatteranno per le pensioni fino a 35 mila euro (anche cumulate), gli aumenti previsto dal decreto Aiuti bis. Cioè il 2% in più come anticipo della rivalutazione 2023, ma solo per gli ultimi tre mesi del 2022.

Le trattenute sulla pensione di settembre

La pensione di settembre potrebbe essere ridotta di una decina di euro o del 10% dell’ammontare dell’assegno. Ma solo per coloro che percepiscono una rendita collegata al reddito personale e per il quale non è stato ancora trasmesso il dovuto modello Red. Come spiega l’Inps in una nota:

ai titolari che, nonostante i solleciti, non hanno ancora fornito i dati reddituali relativi all’anno 2019, nei prossimi mesi di agosto e settembre verrà applicata una trattenuta di circa 11 euro, per le pensioni integrate al minimo, o pari al 10% della pensione, per quelle di importo superiore.

Le altre trattenute sulla pensione di settembre riguardano i conguagli Irpef per chi è a debito di imposta. Pertanto i pensionati che hanno trasmesso il modello 730/2022 a luglio con importo Irpef a debito indicando l’Inps come sostituto d’imposta, si vedranno addebitare le relative somme liquidate dall’Agenzia delle Entrate.

Gli aumenti di ottobre e novembre

A ottobre è invece previsto un aumento della pensione, ma non per tutti. Il decreto Aiuto Bis ha infatti stabilito per i pensionati con redditi fino a 35 mila euro un aumento anticipato della rendita mensile del 2%. Un acconto che il governo ha stabilito sulla base dei dati dell’inflazione dei primi sei mesi del 2022. Riguarda le persone che percepiscono una pensione fino a 2.692 euro al mese per tredici mensilità.

A conti fatti, per chi prende una rendita di questo tipo, si tratta di un incremento di circa 54 euro lordi. Soldi che saranno pagati col cedolino di ottobre, ma solo per le ultime tre mensilità dell’anno, compreso il rateo di tredicesima.

A parte questo, tutti i pensionati (non solo quelli con redditi fino a 35 mila euro) riceveranno dal 1 novembre lo 0,2% in più. Si tratta del recupero della rivalutazione dello 0,2% dello scorso anno (l’inflazione definitiva nel 2021 è risultata pari a + 1,9% anziché dello 1,7% provvisoriamente applicato dall’Inps). Con i relativi arretrati maturati dal 1° gennaio 2022 al 30 settembre 2022.

fonte investireoggi.it