La lotta all’evasione fiscale sarà a breve supportata da uno strumento in più nelle mani del Fisco italiano: un algoritmo anti-evasori. Previsto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, manca ormai solo il via libera definitivo del Garante per la privacy. Ecco cosa sappiamo. Nel documento di attuazione del Pnrr approvato la scorsa settimana in Consiglio dei ministri si legge che è trasmesso al Garante “lo schema di decreto ministeriale. E’ recante le procedure per la pseudo-anonimizzazione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate. Ai fini dell’acquisizione del relativo parere”.

La progettazione dell’algoritmo fa parte del più ampio programma “A data driven approach to tax evasion risk analysis in Ital”. Ideato dalla stessa Agenzia delle Entrate, che già nel 2021 ha ricevuto il via libera dell’Unione europea. Si tratta, come spiega il Fisco sul suo sito, di un progetto basato su “nuove metodologie e strumenti. Con la massima attenzione alla privacy e alla protezione dei dati. Per prevenire e contrastare in tempi sempre più rapidi frodi IVA. Anche intracomunitarie, utilizzi indebiti di crediti d’imposta e altre agevolazioni”.

Si andranno essenzialmente a creare delle liste digitali, incrociando i dati già nella disponibilità dell’Agenzia delle Entrate. Con cui analizzare il rischio di evasione o elusione fiscale dei contribuenti. La lista di contribuenti giudicati ad alto rischio di evasione fiscale non dovrebbe quindi contenere direttamente i loro nomi e cognomi, ma una sorta di pseudonimi identificativi.

Per rispettare le norme a tutela della privacy e altri diritti, come quelli in tema di contraddittorio, i risultati delle analisi dell’algoritmo non dovranno sfociare direttamente nell’emanazione di atti impositivi. Con intelligenza artificiale si intende invece “l’ausilio di tecniche di apprendimento automatico (machine learning)” per accelerare “i processi decisionali, sempre sotto controllo da parte degli analisti”.