La sentenza del processo per la sparatoria di Trieste, dove sono rimasti uccisi gli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta – di Pozzuoli – il 4 ottobre 2019, ha assolto l’imputato Meran. L’uomo è ritenuto non imputabile. Il dispositivo lo ha letto la Corte d’Assise di Trieste ieri sera, dopo oltre 3 ore di Camera di Consiglio. Meran, di origini dominicane, era accusato di aver ucciso gli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta durante una sparatoria in Questura a Trieste il 4 ottobre 2019. Nei suoi confronti sarà applicata una misura di sicurezza detentiva del ricovero in una una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems). Sarà per la durata minima di 30 anni.

«Un processo vergognoso, un verdetto vergognoso. Mi vergogno di essere italiano», le poche parole del padre di Demenego, Fabio. Momenti di concitazione, poi nell’abbandonare l’aula quando, a quanto si apprende, il fratello di Demenego avrebbe spintonato la difesa. «La decisione – così il procuratore capo, Antonio De Nicolo – è il risultato di ciò che gli elementi processuali portavano a ritenere. Non è che sono sono soddisfattissimo, perché mi rendo conto che questa è una tragedia che termina lasciando l’amaro in bocca su tanti. Ma questa è la conclusione necessitata dalla norme che abbiamo».