Ha scontato per intera la sua pena e, secondo l’Antimafia, da quando è tornata libera ha già preso in mano le redini del clan Gionta. Gemma Donnarumma, 65 anni da Torre Annunziata, è moglie di Valentino Gionta, uno dei boss più feroci della camorra. Dopo 13 anni in cella, da pochi giorni ha finito di espiare la sua pena ed è tornata in libertà. “Donna Gemma” ha finito di scontare la pena subita dopo lo storico blitz contro il clan Gionta denominato “Alta marea”. A seguito di quell’inchiesta finì condannata a 12 anni di carcere. Già nel 2006 la condannarono a 10 anni di carcere ma non aveva ancora iniziato a scontarla quando finì con le manette ai polsi nel blitz del 4 novembre 2008. Le due pene poi cumulate in un unico calcolo con altri residui di pena di inchieste successive. L’accusa più grave mossa nei suoi confronti era quella di associazione mafiosa.

Il suo profilo criminale la giustificava. Secondo la Dda, la “first lady” di fatto faceva le veci del marito all’interno del clan. Un ruolo di vicariato delle volontà dei carcerati, in particolar modo di “don Valentino”, fondamentale per la gestione delle attività illecite del clan. Gestione in cui lei partecipava attivamente fornendo prima di tutto l’apporto logistico. Svolgendo tutte le riunioni operative e non nella sua abitazione, sia prima che dopo l’arresto di Pasquale Gionta, secondogenito di Valentino e libero fino alla primavera del 2007.