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L’Assegno Unico già cambia, l’annuncio dell’Inps

L’assegno unico universale è operativo dal mese di marzo. Tuttavia, l’ente erogatore è impegnato a risolvere qualche sporadica difficoltà che può capitare quando è in partenza uno strumento di pagamento dalla portata così grande. Infatti, ad oggi l’assegno unico riguarda oltre 4 milioni di figli.

Oltre alla risoluzione delle problematiche legate al fatto che il servizio è nuovo e coinvolge milioni di persone, l’ente erogatore è anche impegnato a migliorare le funzionalità di accesso  e fruizione del servizio stesso. Infatti, una comunicazione del 10 maggio 2022 dell’Inps ha indicato nuove funzionalità attive che riguardano l’assegno unico universale.

Le nuove funzionalità, come si legge sul portale dell’Inps, consentono di modificare la domanda; visualizzare i pagamenti; evidenziare le posizioni con anomalie o incompletezze. Proseguendo sul comunicato si legge ancora che Accedendo alla sezione “Consulta e gestisci le domande che hai presentato” dalla home page del portale si possono visualizzare i propri dati della domanda che è stata inoltrata.

A questo punto, andando a cliccare il pulsante “Modifica” è possibile modificare i valori inseriti. In questo modo gli utenti avranno la possibilità di effettuare delle modifiche anche perché nel corso del tempo le situazioni possono ambiare con nuove nascite o uscita di figli a carico perché, magari, hanno trovato lavoro o hanno superato i 21 anni.

Le modifiche che si possono apportare riguardano i seguenti dati:

  • variazione o inserimento della condizione di disabilità del figlio;
  • variazioni della dichiarazione relativa alla frequenza scolastica/corso di formazione per il figlio maggiorenne (18-21 anni);
  • modifiche attinenti all’eventuale separazione/coniugio dei genitori;
  • il codice fiscale dell’altro genitore (a condizione che questi non abbia già fornito la propria modalità di pagamento e non abbia già percepito un pagamento);
  • i criteri di ripartizione dell’assegno tra i due genitori sulla base di apposito provvedimento del giudice o dell’accordo tra i genitori;
  • spettanza delle maggiorazioni previste dagli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 230/2021;
  • variazioni attinenti alle modalità di pagamento prescelte dal richiedente e dall’eventuale altro genitore.

Fonte Consumatore.com