E adesso si spende mono pure per il cibo. Dopo mesi e mesi di aumenti dei prezzi dei generi alimentari di base, anche in Campania i consumi di alimentari cibo iniziano a flettere. Basterà l’una tantum di 200 euro che arriverà a giugno nelle tasche di chi guadagna meno di 35mila euro? I consumatori sono scettici, perché sulle scelte delle famiglie pesa anche il caro bollette causato dai rincari dell’energia in seguito alla guerra in Ucraina. A fare i conti è Assoutenti che, dopo gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio forniti dall’Istat, spiega che se il trend della riduzione di acquisti di generi alimentari dovesse essere confermato anche nei prossimi mesi, in media si tratterebbe di una riduzione della spesa alimentare da circa 450 euro annui in meno a famiglia. D’altra parte le stime Istat sull’inflazione per il mese di marzo 2022 segnano +6,5% sul 2021 sia in Campania che a Napoli. I “sensori” sul territorio delle associazioni dei consumatori non sembrano annunciare per aprile un’inversione di tendenza importante.

La stessa Coldiretti parla di forti aumenti nel carrello della spesa in tutta Italia. Basti pensare al +63,5% dell’olio di semi, dovuto allo stop del principale produttore ucraino. Nell’ultimo mese a Napoli sono aumentati i prezzi soprattutto della verdura fresca (+4,2%), del pollame (+5%) e della pasta (+1,4%).