La circolazione del danaro, dagli stipendi alle tasse per finire con sussidi e pensioni è stata oggetto di diversi cambiamenti nei numeri. Il taglio delle imposte sul reddito, le rivalutazioni delle pensioni e i rinnovi contrattuali di alcune categorie, stanno modificando le buste paga e gli stipendi dei cittadini.

A cambiare sono anche le misure di sostegno alle famiglie con l’introduzione dell’assegno unico universale che ha sostituito gran parte delle detrazioni oltre all’assegno familiare nel caso dei figli a carico. Infine, altro motivo di modifica degli importi dei pagamenti dei lavoratori è il rinnovo di diversi contratti collettivi nazionali di categoria.

Tra i contratti collettivi rinnovato c’è quello che riguarda il settore statale. Nello specifico è stato aggiornato il contratto relativo al comparto funzioni centrali che corrisponde al settore dei ministeri. Nei mesi scorsi il Governo ha firmato il rinnovo retrodatato relativo al triennio 2019-2021.

Il rinnovo riguarderà 141.000 impiegati e comporterà una spesa pubblica fissata in 170 milioni di euro. Il rinnovo ha previsto degli aumenti in busta paga distinti per le diverse aree e livelli di impiego. Per quanto riguarda gli impiegati che appartengono all’area A è previsto un aumento di 63 euro mensili.

A questi dipendenti statali sarà corrisposto anche un accredito relativo agli arretrati. Infatti, il rinnovo si riferisce al triennio terminato nel 2021. Per quanto riguarda questa categoria di lavoratori statali l’importo degli arretrati equivale a  1.680 euro lordi. Il pagamento dovrebbe avvenire a giugno anche se inizialmente era previsto per il mese di maggio.

fonte consumatore.com