Fermati dopo che una quantità di telefonate denunciavano i loro furti a tappeto nei negozi del salotto buono di Pompei, in via Roma. Il padre mandava in avanscoperta i figlioletti: due bambini dall’aria innocente, ben vestiti che si avvicinavano agli oggetti esposti nei negozi. Razziavano tutto quello che era a portata delle loro manine. Il padre arrivava dopo, se vedeva la situazione diventata “a rischio” per i due ragazzini. Entrava in scena per difenderli e dimostrare che nelle tasche nonavevano niente, mostrando un fazzolettino di carta usato e con la sua possenza fisica si parava davanti ai bambini per impedire ai negozianti di perquisirli. Uno degli esercenti vittime ha ripreso in un video con le sue telecamere private il furto perpetrato dai ragazzini e lo ha messo in circolazione. Sollevando l’allarme tra gli altri commercianti, che hanno riconosciuto i tre.

I carabinieri hanno dovuto cercare tra la folla che riempiva le strade dello shopping di Pompei e tra i quali si confon deva la banda “di famiglia”. «Il padre è un nomade – ha spiegato uno dei commercianti vittima del furto – hanno sottratto una gran de quantità di oggetti dai miei scaffali e poi abbiamo cominciato a telefonarci tra noi». Uno dei commercianti derubati ha lamentato con rabbia la scarsa protezione dalla criminalità comune.