Duecento euro in più nella prossima busta paga. Un bonus una tantum ai lavoratori a basso reddito perì aiutarli a superare il caro bollette e l’inflazione aggravatesi con la guerra in Ucraina. È una delle due ipotesi sul tavolo del Governo in vista del decreto con gli aiuti a famiglie e imprese. Domani l’Esecutivo sarà chiamato a vararlo. L’altra possibilità che il premier Mario Draghi e i tecnici del ministero del Tesoro stanno verificando in queste ore, riguarda invece la possibilità di aumentare fino alla fine dell’anno la decontribuzione dello 0,8% per i redditi fino a 35mila euro. Così come deciso nell’ultima manovra. Questa seconda soluzione costerebbe meno, ma sarebbe giudicata minimalista dagli industriali. Quello che è certo è che il premier ci metterà la faccia. Dopo il sì al testo in Consiglio dei ministri scenderà in sala stampa per illustrarlo personalmente.

Sono ore di fibrillazione a Palazzo Chigi, dove si punta ad aumentare la dotazione finanziaria delle misure. Per ora ferme a 7-7,5 miliardi di euro e di certo un intervento sul cuneo fiscale potrebbe portare via almeno un miliardo. Anche per questo non è escluso che l’intervento sul lavoro possa essere rinviato a un secondo momento. Quando saranno a disposizione risorse più ingenti per realizzare una misura strutturale.