Oltre 120mila bufale abbattute per un sospetto in virtù del principio di precauzione, senza che sia in alcun modo preso in considerazione l’altro principio del benessere animale. Così al sesto giorno di sciopero della fame, gli allevatori bufalini casertani riuniti nel coordinamento unitario si rivolgono direttamente al ministro della Salute Roberto Speranza. Qualche giorno fa in Parlamento ha affermato che le bufale positive alla brucellosi e alla tbc sono da abbattere senza se e senza ma.

«Su questo Speranza ha ragione, ma chi stabilisce chi sono gli animali positivi. Visto che c’è un regolamento comunitario che parla di mettere insieme vari mezzi di prova e soprattutto di isolare l’agente patogeno. Allo scopo di certificare la presenza della malattia e decidere di abbattere il capo, mentre in Campania accade il contrario, con animali abbattuti sulla base di un sospetto non verificato, che si scopre poi negativi da analisi post mortem» spiega nel corso di una conferenza stampa al centro don Milani di Casal di Principe, cuore della protesta, il portavoce del coordinamento Gianni Fabbris, promotore dello sciopero della fame che sta facendo di persona affiancato ogni 24 ore da un «compagno» diverso.

Ieri è stato Francesco Geremia, segretario generale di Cna (Confederazione nazionale artigianato) Campania Nord, oggi presente a fianco a Fabbris; da stasera sarà l’ex direttore del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop Antonio Lucisano ad affiancare Fabbris.