Il primo intervento del Governo per proteggere i redditi medio-bassi dalla fiammata dei prezzi degli ultimi mesi convince a metà. Il bonus da 200 euro, che arriverà direttamente nelle buste paga e nelle pensioni di giugno, raggiungendo 28 milioni di persone nella fascia di reddito entro

i 35mila euro, viene accolto dai sindacati soltanto come un primo passo, mentre viene apertamente criticato da Confindustria per la sua natura “una tantum”. Tutti auspicano una mossa più incisiva per aiutare lavoratori e pensionati ad affrontare la corsa al rialzo dell’inflazione, innescata dal costo galopante dell’energia. Per il momento si tratta di una misura occasionale che però, secondo il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli, potrebbe aumentare in futuro.

I bonus per i lavoratori “non sono mai abbastanza, ma le risorse sono queste e il provvedimento è stato fatto senza fare scostamenti di bilancio. Non escludiamo che in futuro ci sia un incremento di questo importo”, ha detto Patuanelli parlando della novità arrivata col decreto aiuti. Il Governo ha stanziato ben 6,5 miliardi di euro per la misura che andrà a compensare le perdite subite dalle fasce più deboli a causa dei costi saliti anche per la guerra in Ucraina.

“É una misura fortemente progressiva che premia molto le fasce più basse di reddito, e che compensa in parte, o in alcuni casi in gran parte, la perdita avuta per l’inflazione”, ha ribadito anche oggi il premier Mario Draghi, senza però scalfire lo scetticismo di Confindustria.

Il presidente Carlo Bonomi ha spiegato che “non ci convince” il fatto che “si affrontano i temi più importanti con i bonus e le una tantum. Noi abbiamo proposto degli interventi strutturali perché riteniamo che sia il momento per intervenire in questo modo sui gap decennali del Paese”. E rilancia la proposta degli industriali di un taglio del cuneo contributivo da 16 miliardi.

Suggerendo anche il modo per reperire le risorse: lo Stato potrebbe ridare alle imprese quei 16,7 miliardi in più che le aziende hanno versato tra il 2010-2019 sulla cassa integrazione ordinaria.

I 200 euro extra, per chi ha redditi fino a 35 mila euro, arriveranno direttamente in busta paga: “L’ipotesi per i lavoratori dipendenti è che i datori di lavoro lo anticipino con le mensilità di giugno-luglio, portandolo poi a compensazione, mentre per i pensionati interviene direttamente l’Inps”, ha detto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, spiegando che ora partirà il “lavoro tecnico” per definire più nel dettaglio l’erogazione del bonus, che riguarda anche i lavoratori autonomi.

Per Sbarra si tratta di “un primo significativo intervento che va nella direzione da noi auspicata”. Mentre per il segretario della Cgil, Maurizio Landini, 200 euro “sono meglio di nulla ma non risolvono il problema”.