Il bonus affitto, se andasse a regime in tutto il Paese, sarebbe un aiuto serio e incisivo sulle condizioni di povertà generali. Il canone di locazione, per le famiglie che non hanno il privilegio della casa di proprietà, è senza dubbio la voce di spesa che pesa maggiormente sul menage complessivo.

A maggior ragione in un periodo economico in cui anche le utenze, nonostante il risparmio sui consumi, sono diventate sempre più costose. Basterebbe osservare i numeri delle morosità sui canoni di locazione per avvedersi della situazione generale. Tanto più che la pandemia e la crisi energetica hanno esacerbato una condizione già al limite. Non c’è dubbio che lo Stato debba intervenire in qualche modo, e sarebbe opportuno un piano di ripresa – al di fuori del PNRR – organico e specificamente adeguato alle realtà territoriali.

Come richiederlo

Il bonus affitto è indirizzato principalmente a due categorie di utenti. I giovani fino a 31 anni, a cui si intende dare una mano con un incentivo per la locazione di 2.000 euro, e le famiglie a reddito basso. Nel primo caso, anche se formalmente non è stato ancora attivato, il bonus affitto per giovani necessita Isee fino a 15.493,71 euro all’anno. Consiste nella detrazione per i primi 4 anni del contratto non superiore a 991,60 euro. Oltrepassata tale soglia, si applica lo sconto del 20% fino a massimo 2.000 euro. La domanda va inoltrata entro il 30 giugno 2022.

Per le famiglie con ISEE basso è possibile richiedere uno sconto fino a 3.000 euro sul canone di locazione, ma solo se il reddito del richiedente non supera i 35.000 euro annui. Ed il contratto di affitto deve essere di almeno 6 mesi.

Fonte consumatore.com