In arrivo novità per quanto riguarda l’assegno unico universale. Lo strumento ha modificato il sostegno alle famiglie con i figli a carico cambiando modalità di erogazione, platea e calcoli degli importi. La misura è diventata operativa a marzo con i primi pagamenti. Tuttavia, essendo una misura nuova il legislatore già valuta dei correttivi.

L’assegno unico, infatti, ha cambiato la platea allargandosi anche ai genitori che svolgono un lavoro autonomo. Inoltre, sono facilitate, rispetto al passato, le famiglie numerose. Nel contempo sono state eliminate gran parte delle detrazioni per i figli a carico così come l’assegno familiare che non è applicabile più per i figli.

Verso il cambio dell’Isee

Le novità che sono in procinto di essere applicate riguardano la modalità di calcolo. In particolare, è il calcolo dell’Isee che è da cambiare secondo alcuni esponenti della maggioranza perché ha palesato delle lacune applicandolo all’assegno unico universale. Infatti, secondo i calcoli Isee alcune famiglie appaiono più benestanti di quanto possano essere nella realtà dei numeri.

In sostanza si cercherà di modificare i calcoli dell’Isee che porteranno, probabilmente, ad un incremento della platea dei beneficiari dell’assegno unico universale per i figli a carico. Secondo lo studio del Corriere della Sera sono 15,12 miliardi di euro le risorse di spesa pubblica per coprire l’assegno unico universale.

L’allargamento della platea con le modifiche del calcolo dell’Isee prospettato dovrebbero portare l’esborso a circa 18 miliardi di euro. Va considerato che di questa cifra indicata non vengono calcolate le circa 22mila domande che sono sospese per approfondimenti da parte dell’Inps. Esiste il sospetto anche di domande illegittime.

Si ricorda che l’assegno unico universale è calcolato in base al reddito Isee. Si va da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 15mila euro, a un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore con Isee pari o superiore a 40mila euro. Queste cifre poi possono essere lievemente maggiorate in alcuni casi, come ad esempio per le giovani madri.

Fonte consumatore.com