Sappiamo tutti quanto la famiglia sia una sorgente continua di spese, incrementate dal “moltiplicatore” dei figli presenti; essa, dunque, non si posa soltanto su una responsabilità di carattere sociale, ma anche su una responsabilità economica portata sulle spalle dei coniugi. Le difficoltà endemiche che affliggono l’economia nazionale fiaccata da due anni di pandemia ed emergenza sanitaria, nonché sul rincaro inflazionistico sui consumi hanno indotto l’istituzione e il successivo rafforzamento di misure a sostegno dei nuclei familiari.

Il contributo più rappresentativo riguarda l’Assegno Unico e universale. Erogato dall’INPS, l’Assegno Unico è destinato alle famiglie aventi figli a carico fino al raggiungimento del 21° anno di età e figli disabili senza limiti di età. Ogni minorenne o maggiorenne a carico di genitori lavoratori dipendenti riceve un contributo economico per sostenerlo nelle sue spese. L’importo pagato ogni mese varia a seconda che la valutazione ISEE del reddito familiare sia inferiore o superiore alla soglia dei 40mila euro.

Perché c’è il blocco

L’Assegno Unico è distribuito ai nuclei familiari fino al sussistere dei requisiti. Per monitorare ciò, l’INPS ha istituito una campagna di controlli a campione volti a valutare con esattezza la condizione economica di una famiglia. Specialmente in presenza di un figlio maggiorenne a carico che potrebbe detenere un reddito in grado di rivalutare l’importo del rateo mensile. Anche per questo, le erogazioni, al via dal 1° marzo scorso, si sono concretizzate soltanto questo mese. Avendo chiarito e aggiornato il profilo di taluni nuclei.

Questo contributo è andato ad integrarsi con il Reddito di Cittadinanza che alcuni membri della famiglia posso appunto contingentemente ricevere. Il Rdc, altra misura di sostegno, consente di supportare i soggetti economicamente svantaggiati introducendoli in un percorso di reinserimento lavorativo e di inclusione sociale attraverso la sottoscrizione di un Patto sociale per il Lavoro. Quest’ultimo è erogato in tranche di 18 mesi che vengono rinnovati ma solo dopo uno stop di un mese.

Fonte consumatore.com