È in corso da ieri, 10 aprile, una forte tempesta geomagnetica che sta provocando disturbi nelle comunicazioni radio e spettacolari aurore anche a latitudini basse. Una tempesta solare è un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato dall’attività solare e rilevabile dai magnetometri in ogni punto della Terra. Quando si verifica una tempesta solare, il Sole produce forti emissioni di materia dalla sua corona. Generano un forte vento solare, le cui particelle ad alta energia possono impattare il campo magnetico terrestre dalle 24 alle 36 ore successive. Nel 1989, una tempesta elettromagnetica si verificò sui cieli del Québec, causando un’aurora boreale visibile fino in Texas.

Le cause del fenomeno sono principalmente due: una bolla di plasma emessa durante un intenso brillamento avvenuto sulla superficie del Sole nei giorni scorsi e l’arrivo di una corrente di vento solare del tutto indipendente. «Il campo magnetico del vento proveniente dal Sole ha interferito con quello della Terra, facendo venir meno il suo scudo», spiega all’Ansa Mauro Messerotti, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e docente all’Università di Trieste. «Questo – aggiunge – ha favorito l’ingresso di particelle energetiche che hanno fortemente perturbato il campo geomagneticotanto da causare la tempesta».

L’energia

Al momento il livello di attività solare non è elevato, stamattina rilevato un solo brillamento di classe C, quindi intermedio. I brillamenti sono classificati in cinque
classi di potenza a seconda della loro luminosità nei raggi X: in ordine crescente A, B, C, M e X). Tuttavia, i dati forniti dal telescopio spaziale Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa, prosegue Messerotti, «mostrano la presenza di una intensissima regione attiva sulla parte dell’emisfero solare al momento non visibile dalla Terra» che si prevede diventerà visibile a partire dal 17 aprile.