«Vi supplico, non riportatemi a casa!». La ragazza di 21 anni tenuta per tre anni segregata in casa dalla madre si rivolge così al personale della struttura protetta dove è trasferita. Si trova assieme alla sorella, già all’indomani dell’irruzione dei carabinieri nella casa a due piani di Aiello del Sabato, in provincia di Avellino. Non lontana dal centro del paese. L’odissea della giovane è durata tre anni, fino a quando la sorella ha trovato forza e coraggio per denunciare tutto alle forze dell’ordine. Chiusa per giorni interi in camera, spesso legata al letto o alla scala interna dell’abitazione. Un solo pasto al giorno e servizi igienici ridotti ad un bidone.

Insieme alla sorella, la ragazza ha anche ricordato le minacce della madre, 47 anni, arrestata per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e sequestro di persona: «Vi uccido con le mie mani se si viene a sapere». I vicini di casa parlano invece di «una famiglia perbene». «Non si vedevano né sentivano – dicono – uscivano per andare al lavoro e una volta a settimana per fare la spesa. Mai avuto alcun sospetto di quel che accadeva dentro la casa e mai sentito urla o richieste di aiuto».