Ha lottato fino all’ultimo. Il calcio internazionale piange la scomparsa di Mino Raiola, il super-agente di calciatori che ha segnato un’epoca e lasciato un solco. Restando per anni al centro delle operazioni e degli intrecci di mercato più eclatanti. Era malato da tempo e lo scorso gennaio era finito ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. Aveva 54 anni. A comunicare la scomparsa è stata la famiglia con un post sul profilo Twitter del procuratore. “Con infinito dolore annunciamo la scomparsa di Mino, il più straordinario procuratore di sempre. Mino ha lottato fino all’ultimo istante con tutte le sue forze proprio come faceva per difendere i calciatori. E ancora una volta ci ha resi orgogliosi di lui, senza nemmeno rendersene conto”, si legge nel post.

I giorni scorsi

Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia del suo decesso che lo stesso Raiola aveva personalmente smentito. Dicendo che per la seconda volta in quattro mesi lo davano per morto. Anche a gennaio infatti erano circolate informazioni contrastanti sul suo stato di salute. Il re dei procuratori, il più conosciuto al mondo insieme al portoghese Jorge Mendes, era monitorato per una patologia polmonare non legata al coronavirus. Immediati sono arrivati i messaggi di cordoglio da parte del mondo del calcio. Dai presidenti ai tecnici, dai giocatori, ai direttori sportivi e agli stessi colleghi procuratori.

Le reazioni

“Un amico e un interlocutore nell’attività lavorativa, una persona di qualità ed elevata competenza”, sono state le parole di Beppe Marotta, ad dell’Inter ricordando “i molti momenti positivi insieme, di collaborazione e intenso lavoro, con qualche contrasto ma sempre corretto, nel rispetto delle persone e delle professionalità”. Marotta ricorda la doppia operazione su Pogba, con il passaggio dal Manchester United alla Juventus e dalla Juventus al Manchester United. “Un grande capolavoro in cui Raiola ha avuto un ruolo importante. Il mondo del calcio perde un grande professionista”, ha sottolineato ancora il dirigente nerazzurro. Anche l’ex tecnico Fabio Capello ricorda le grandi qualità professionali di Raiola sottolineando “la sua grande capacità nel conquistare la fiducia dei giocatori di alto livello perché non si sceglie un procuratore per antipatia o simpatia”. Tra i suoi colleghi procuratori Claudio Pasqualin ne esalta le doti da fuoriclasse: “Ho conosciuto Mino nel 1994 quando faceva da interprete a Michel Kreek, giocatore olandese del Padova allora in serie A. Da allora ne aveva fatta di strada il buon Mino. Non si arriva così in alto per caso. Arguzia e disponibilità erano le caratteristiche per le quali si distingueva e che molti campioni hanno voluto apprezzare”